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25.08.2017

Abusi nella setta di Aci Bonaccorsi: forse un magistrato sapeva e ha taciuto

di Redazione | 1 min di lettura
Abusi nella setta di Aci Bonaccorsi: forse un magistrato sapeva e ha taciuto

CATANIA – Sono rivelazioni choc quelle emerse durante le udienze al Tribunale del Riesame di Catania che ieri ha confermato l’ordinanza di custodia cautelare nei confronti dei quattro arrestati nell’ambito dell’operazione “12 apostoli”.

Mentre Pietro Capuana, il fantomatico santone della setta di Aci Bonaccorsi, resta in carcere e le sue fidate “apostole” Fabiola Raciti, Rosaria Giuffrida e Katia Concetta Scarpignato rimangono recluse agli arresti domiciliari, si scopre che, stando a quanto riportato da Live Sicilia, un magistrato, oggi in pensione, sarebbe stato a conoscenza, tempo fa, degli abusi commessi all’interno dell’Associazione Cultura e Ambiente.

Sarebbe stato proprio questo nuovo elemento a convincere i giudici a confermare l’ordinanza di custodia cautelare per i quattro.

Il magistrato in passato avrebbe gestito uno dei luoghi che ospitava i ritiri estivi della setta e, una volta venuto a conoscenza degli abusi, non li avrebbe denunciati

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