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04.08.2017

Abusi nella “setta” di Aci Bonaccorsi: le tre “apostole” contestano le accuse

di Redazione | 1 min di lettura
Abusi nella “setta” di Aci Bonaccorsi: le tre “apostole” contestano le accuse

CATANIA – Ricorreranno al Tribunale del riesame per chiedere l’annullamento dell’ordinanza di custodia cautelare le tre collaboratrici di Pietro Capuana, arrestate nell’ambito dell’operazione “12 apostoli”.

Fabiola Raciti, 55 anni, Rosaria Giuffrida, 57 anni, e Katia Concetta Scarpignato 48 anni, hanno contestato le accuse nei loro confronti, definendole false.

È quanto riporta Catania Today. Le tre, agli arresti domiciliari per associazione a delinquere e violenza sessuale aggravata su minori, avrebbero fornito la loro versione su intercettazioni agli atti del fascicolo al giudice per le indagini preliminari di Catania.

Secondo l’accusa le tre donne avrebbero individuato tra le adepte dell’Associazione Cattolica Cultura ed Ambiente di Aci Bonaccorsi minorenni da plagiare e convincere ad avere rapporti sessuali con il 73enne “santone” per avvicinarsi a Dio.

Tra gli indagati ci sarebbero anche un sacerdote, padre Orazio Caputo, l’ex presidente della congregazione laica di ispirazione religiosa, Salvatore Torrisi, e un ex deputato regionale, Domenico Rotella, marito di Rosaria Giuffrida, una delle tre arrestate. Lo riportano diversi organi di stampa. Per i tre sarebbe stato ipotizzato il reato di favoreggiamento personale. I magistrati avrebbero chiesto per loro gli arresti domiciliari, ma il giudice per le indagini preliminari avrebbe rifiutato la richiesta, non ritenendo sussistenti gravi indizi di colpevolezza.

Secondo alcuni organi di stampa, il prete avrebbe rivelato l’esistenza delle indagini a Torrisi, dopo aver appreso, nel segreto della confessione, di una denuncia per presunti abusi sessuali. L’ex presidente dell’associazione avrebbe, poi, informato Rotella.

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