CATANIA – Il 22 aprile 2026 è stata una giornata intensa e formativa per un gruppo di 45 studenti del triennio di diversi indirizzi dell’Istituto Tecnico Industriale Cannizzaro, protagonisti di un’uscita didattica nella città di Gela.
La giornata
La mattinata è stata dedicata alla scoperta del patrimonio storico-archeologico del territorio, con la visita al Museo dei Relitti Greci, all’interno del Parco Archeologico di Gela. Particolare interesse ha suscitato il relitto della nave greca oneraria, probabilmente naufragata a causa di una tempesta e ritrovata a poco più di cinque metri di profondità, quasi interamente coperta dalla zavorra litica utilizzata per riequilibrare il peso dell’imbarcazione durante le operazioni di carico e scarico nei porti. Attorno all’imbarcazione sono esposti anche numerosi reperti del carico, tra cui anfore vinarie e olearie, ceramica attica di pregio, vasi figurati, lucerne, coppe, scodelle e oggetti legati alla vita di bordo, oltre a un piccolo corredo devozionale che testimonia anche la dimensione quotidiana e spirituale della navigazione antica.
Nel pomeriggio, l’attenzione si è spostata invece sul presente e sul futuro dell’energia, con la visita alla bioraffineria di Gela, ex polo petrolchimico oggi riconvertito in una moderna struttura produttiva dedicata ai biocarburanti. Gli studenti hanno potuto conoscere più da vicino il processo industriale con cui si producono carburanti sostenibili a partire da materie prime di origine biologica, soprattutto scarti, residui e oli esausti, attraverso tecnologie di idrogenazione e trasformazione avanzata. La bioraffineria produce in particolare HVO (olio vegetale idrotrattato), un biocarburante rinnovabile destinato soprattutto ai trasporti, ma anche altri prodotti come bio-GPL, bio-nafta e, più recentemente, SAF o biocherosene per l’aviazione. Secondo Enilive, il sito di Gela utilizza la tecnologia proprietaria Ecofining e dal 2025 ha avviato la produzione di SAF, ottenuto da materie prime rinnovabili e utilizzabile in miscela con il cherosene tradizionale di origine fossile, già impiegato come combustibile più sostenibile per gli aerei di linea.
L’intera giornata si è quindi configurata come un percorso completo, capace di coniugare passato e futuro: dalla memoria storica custodita nei reperti archeologici, fino alle sfide contemporanee della sostenibilità energetica. Un’esperienza che ha arricchito gli studenti non solo dal punto di vista didattico, ma anche umano e civico.



