La scuola ha accolto con grande entusiasmo l'evento "I Cento Passi – Marcia della Legalità", ideato e organizzato dall'amministrazione comunale
L’Istituto Comprensivo “Elio Vittorini” si conferma un pilastro fondamentale nell’educazione civica e nella memoria storica del territorio. Nella mattinata di ieri, a Camporotondo Etneo, grazie al coordinamento e all’impegno delle referenti del progetto – la fiduciaria di plesso professoressa Maria Rosa Riggio, la professoressa Cristina Cuomo, la professoressa Romina Peluso e l’insegnante Agata Velleri –, la scuola ha accolto con grande entusiasmo l’evento “I Cento Passi – Marcia della Legalità”, ideato e organizzato dall’amministrazione comunale.

L’iniziativa ha trasformato le strade della città in un laboratorio di cittadinanza attiva in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. Un corteo straordinario che ha visto sfilare tutti gli alunni della scuola secondaria di primo grado dell’istituto e i piccoli rappresentanti della primaria facenti parte del Consiglio Comunale dei Ragazzi. Accompagnati dai docenti e dalle famiglie, gli studenti hanno letteralmente dato corpo alla bandiera italiana: grazie alla collaborazione dei genitori, i ragazzi delle prime hanno indossato una maglietta verde, quelli di seconda una bianca e le terze una rossa, formando un lungo tricolore umano in movimento. A fare da emozionante sfondo musicale alla sfilata sono state le note dell’Inno di Mameli, che hanno accompagnato il passo dei giovani cittadini durante alcuni momenti salienti della manifestazione: la marcia è partita da Piazzale Federico II di Svevia e ha attraversato il paese, effettuando tre tappe simboliche: la Caserma dei Carabinieri, la panchina rossa di via Umberto e, infine, il Palazzo Municipale.



La macchina organizzativa dell’evento poggia su fondamenta didattiche solide, come spiega nei dettagli la professoressa Romina Peluso, docente di lettere nel plesso di Camporotondo: “La richiesta è arrivata dall’amministrazione comunale in occasione dell’anniversario della strage di Capaci. ‘I Cento Passi’ proprio in memoria delle vittime della mafia, ricordando Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e anche una figura del passato come Peppino Impastato, proiettando e giocando in classe sul film a lui dedicato“.
Un evento che non rappresenta un episodio isolato, ma il culmine di un intero anno di lavoro. “I ragazzi si preparano da quando iniziano i primi giorni di scuola“, evidenzia la professoressa Peluso. “Per noi il discorso della legalità è un filo conduttore. Partiamo dalle regole della nostra comunità educante fino ad affrontare, grazie all’insegnamento trasversale dell’educazione civica, tematiche complesse come le stragi del ’92, il maxi processo degli anni ’80 e il percorso storico della Sicilia. Volevamo che i ragazzi prendessero consapevolezza che qualcuno ha segnato un cammino prima di noi e che, per non rendere vane le loro azioni e il loro senso di giustizia, dobbiamo proseguire su questo percorso“.
La docente ha poi espresso grande soddisfazione per la risposta degli studenti e delle famiglie: “A volte i ragazzi ci sembrano piccoli o immaturi per certi argomenti, ma quando si chiede loro di riflettere emergono pensieri profondi e importanti. C’è stata inoltre una grandissima collaborazione delle mamme e dei genitori in generale, che si sono mobilitati per organizzare le magliette colorate per sfilare componendo il nostro tricolore“.
Il Primo Cittadino di Camporotondo Etneo, dott. Filippo Rapisarda, ha espresso forte entusiasmo per il consolidamento di una manifestazione giunta ormai al suo terzo anno: “Come amministrazione, prima con il precedente assessore e oggi io stesso nel doppio ruolo di Sindaco e assessore alla Pubblica istruzione, abbiamo voluto fortemente riproporre e innovare questo appuntamento“, ha spiegato. “L’idea nasce dalla volontà di trasmettere alle nuove generazioni il messaggio che a noi è arrivato e per cui eroi siciliani hanno sacrificato la propria vita. Abbiamo coinvolto la scuola proprio perché ha un ruolo formativo cruciale, identico al nostro“.
Anche la Dirigente scolastica dell’I.C. “E. Vittorini”, dott.ssa Giuseppa Centamore, ha voluto sottolineare il valore formativo del progetto, esprimendo in prima persona il senso dell’iniziativa e la totale adesione dell’istituto: “Esprimo il mio apprezzamento per l’iniziativa promossa dall’amministrazione comunale che ha coinvolto attivamente tutti gli alunni della scuola secondaria e di scuola primaria che fanno parte del Consiglio Comunale dei Ragazzi in un significativo percorso di riflessione sui valori della legalità, del rispetto e della cittadinanza responsabile“. “La partecipazione degli studenti – ha aggiunto – attraverso gli elaborati e la marcia simbolica denominata “I Cento Passi” ha rappresentato un’importante occasione educativa e formativa che è coerente con i percorsi di educazione civica promossi dalla scuola. Pertanto ringrazio il Sindaco, l’amministrazione comunale, i docenti e tutti coloro che hanno contribuito alla riuscita della manifestazione compresi anche i genitori che rappresentano una parte attiva della nostra comunità“.
Il culmine della mattinata si è tenuto all’interno del Palazzo Municipale, teatro della premiazione del concorso dedicato al tema della legalità “Le parole della legalità”. Tutte le classi della scuola secondaria di primo grado del plesso di Camporotondo hanno aderito con entusiasmo, cimentandosi in una competizione amichevole attraverso la stesura di un tema cartaceo. Per garantire la massima imparzialità, i testi sono stati consegnati in forma rigorosamente anonima e i concetti chiave sono stati poi rielaborati in chiave grafica su grandi cartelloni esposti durante la cerimonia.

Data l’altissima qualità dei lavori l’intero plesso è stato celebrato all’unisono insieme ai singoli vincitori : Gaia Squillaci, per il miglior elaborato scritto, e Samuele Damigella, per il miglior disegno.


A esaminare gli elaborati è stato chiamato lo scrittore e giornalista locale Concetto Sciuto, che non ha nascosto l’emozione per il prestigioso incarico affidatogli nella propria comunità: “Non potevano farmi regalo migliore” , ha dichiarato Sciuto. “Il compito era individuare l’elaborato più completo rispetto agli altri, non necessariamente il più bello, ma alla fine, come ho detto nel mio incipit, hanno vinto tutti, ma davvero hanno vinto tutti“.
Il giornalista ha poi sottolineato l’alto valore formativo emerso dagli scritti degli studenti, scardinando i classici pregiudizi sulle nuove generazioni: “Questa esperienza, leggendo i compiti dei ragazzi, ci ha insegnato che quel luogo comune secondo cui ‘i ragazzi sono il nostro futuro’ corrisponde a una profonda realtà. Hanno trattato la tematica della legalità da moltissime prospettive diverse. Non si sono fermati al mero rispetto formale delle regole, ma hanno dimostrato di credere per primi che la regola vada vissuta dentro ognuno di noi, e non solo perché obbligata dalla punizione di una legge dello Stato“.

La giornata si è chiusa con un forte senso di orgoglio collettivo: l’eccezionale sinergia dimostrata tra l’ente locale, l’istituzione scolastica e le famiglie ha confermato che la memoria storica non è un semplice esercizio di stile, ma un impegno concreto. Camporotondo Etneo ha dimostrato che i valori della giustizia e della legalità camminano saldi sulle gambe e nelle idee delle nuove generazioni.