Armato di una pistola detenuta illegalmente si è recato sotto casa della vittima. Fermato dai Carabinieri dopo una trattativa
Avrebbe deciso di uccidere il figlio al culmine dell’ennesimo litigio per motivi familiari. Con questa accusa un uomo di 81 anni è stato arrestato dai Carabinieri della Tenenza di San Cataldo per tentato omicidio aggravato e detenzione e porto illegale di arma da fuoco.
L’episodio risale allo scorso 6 giugno, quando l’anziano, dopo un acceso diverbio, avrebbe impugnato una pistola Walther P38 detenuta illegalmente e si sarebbe diretto verso l’abitazione del figlio con l’intenzione di ucciderlo.
Prima di uscire di casa, l’uomo avrebbe confidato le proprie intenzioni alla figlia. La donna ha immediatamente avvisato il fratello che, compresa la gravità della situazione, si è barricato all’interno del proprio appartamento in attesa dell’arrivo delle forze dell’ordine.
Nel frattempo l’81enne, resosi conto di non poter raggiungere il suo obiettivo, si sarebbe allontanato facendo perdere temporaneamente le proprie tracce.
Le ricerche sono scattate immediatamente e hanno coinvolto i Carabinieri della Tenenza di San Cataldo e le Volanti della Questura di Caltanissetta.
Circa un’ora dopo l’uomo è stato individuato nei pressi della propria abitazione. L’edificio è stato circondato dalle forze dell’ordine e, al termine di una complessa trattativa, l’anziano si è arreso senza opporre resistenza.
Durante le successive perquisizioni domiciliari i militari hanno rinvenuto e sequestrato 95 cartucce calibro 9×21, una carabina ad aria compressa e un’agenda modificata appositamente per occultare una pistola a salve.
In una seconda abitazione riconducibile all’indagato è stata invece trovata e sequestrata la Walther P38 che, secondo la ricostruzione investigativa, sarebbe stata utilizzata per mettere in atto il piano criminoso.
Su disposizione dell’Autorità giudiziaria, l’81enne è stato posto agli arresti domiciliari con l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico.
Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e, come previsto dalla legge, l’indagato deve considerarsi presunto innocente fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.