Secondo quanto ricostruito dai finanzieri della compagnia di Partinico, per almeno cinque condomìni situati nel quartiere, i lavori di ristrutturazione sarebbero stati solamente avviati e poi sospesi.
A lanciare l’allarme sono stati i rappresentanti degli stabili, che hanno denunciato l’interruzione delle opere commissionate.
L’imprenditore, dopo aver presentato la documentazione necessaria e avviato i cantieri, avrebbe maturato un credito d’imposta inesistente, in parte poi ceduto a soggetti terzi inconsapevoli.
Inoltre, lo stesso avrebbe utilizzato un’altra parte dei crediti inesistenti per compensare debiti di imposta da lui stesso maturati nell’ambito delle attività di impresa, mediante un’artificiosa compilazione dei modelli di pagamento delle imposte.
Il sequestro
Il sequestro ha colpito in particolare i crediti fiscali ancora presenti nel cassetto fiscale dell’azienda coinvolta, anche al fine di evitare che gli stessi possano essere utilizzati e/o ceduti a terzi arrecando un danno all’Erario, nonché beni mobili registrati, quote societarie e disponibilità finanziarie riconducibili alla medesima impresa e/o al suo rappresentante legale.
L’attività eseguita dalla Guardia di Finanza di Palermo, nell’ambito delle indagini delegate dalla Procura della Repubblica, è finalizzata a impedire la monetizzazione (ovvero la compensazione) di crediti fittizi e la dispersione delle risorse per garantire la corretta destinazione degli stanziamenti pubblici, a sostegno delle famiglie e delle imprese.
Note
Si rappresenta che, con riferimento alle ipotesi penalmente rilevanti, in ossequio al principio della presunzione di innocenza, la colpevolezza delle persone sottoposte a indagine in relazione alla vicenda sarà definitivamente accertata solo ove intervenga sentenza irrevocabile di condanna.