AGRIGENTO – Il Tribunale di Agrigento ha condannato un istituto di credito della provincia a risarcire più di 30 mila euro a una coppia di risparmiatori che aveva investito in azioni illiquide, strumenti finanziari non rivendibili liberamente come i titoli quotati in Borsa e quindi potenzialmente molto rischiosi.
La coppia, assistita dagli avvocati Giuseppe Accolla e Federica Cumbo, aveva perso l’intero capitale investito. Il giudice ha ordinato la restituzione delle somme, oltre agli interessi legali maturati.
Secondo i legali, il problema nasce dal fatto che i risparmiatori non erano stati correttamente informati della natura altamente rischiosa delle azioni proposte dalla banca a partire dal 2013.
Gli avvocati ricordano come tali strumenti possano comportare “la perdita dell’intero capitale investito anche in ragione delle non indifferenti difficoltà al loro smobilizzo”.
La vicenda giudiziaria era iniziata nel 2022: prima la coppia aveva ottenuto un risultato favorevole davanti all’Arbitro per le Controversie Finanziarie, ma la banca non aveva dato seguito alla decisione.
Da qui il ricorso al Tribunale, conclusosi con la condanna dell’istituto.
I legali spiegano: “Dopo aver fatto ricorso con esito positivo all’Arbitro per le Controversie Finanziarie – spiegano i legali -, abbiamo rivolto le istanze degli investitori al Tribunale di Agrigento, per ottenere la restituzione di quanto investito e perduto, alla luce del comportamento tenuto dalla Banca che si è resa peraltro inadempiente della decisione emessa dall’Acf”.
Accolla e Cumbo evidenziano anche un principio chiave:
“Le banche devono garantire la trasparenza e l’adeguatezza delle informazioni fornite ai risparmiatori, specialmente quando si tratta di prodotti finanziari complessi e non facilmente liquidabili”.
La sentenza diventa così un monito sul rispetto degli obblighi informativi e sulla tutela dei consumatori coinvolti in investimenti ad alto rischio.