I familiari si mostrano contrari alla ricostruzione dei magistrati, secondo i quali il decesso sarebbe stato un incidente
Si riaccendono i riflettori sul caso di Simona Cinà, giovane pallavolista morta in piscina a Bagheria (Palermo) durante una festa di laurea tenutasi nella notte tra l’1 e il 2 agosto del 2025. È stata presentata, dallo studio legale Ingroia, l’opposizione all‘archiviazione richiesta dalla Procura di Termini Imerese.
I familiari si mostrano contrari alla ricostruzione dei magistrati, secondo i quali il decesso sarebbe stato un incidente. A sostegno della loro tesi, citano l’assoluta mancanza di ferite e il tasso alcolico elevato della ragazza.
Lo studio Ingroia ha convocato per domani una conferenza stampa alle 16 in via Marchese di Villabianca con l’obiettivo di “illustrare gli aspetti di fondamentale importanza in merito alla ricostruzione della verità sul caso”.
All’incontro saranno presenti gli avvocati Antonio Ingroia e Paolo Ingroia, membri del collegio difensivo, e i familiari di Simona Cinà, che “vogliono manifestare tutta la loro amarezza per il mancato accertamento della verità sulla morte della figlia a più di un anno da una tragedia che poteva essere evitata e che non intendono rassegnarsi ad una fredda ed assurda archiviazione del caso senza l’individuazione di alcuna responsabilità”.