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07.10.2026

Schifani, De Luca: «Saltata la buonuscita del CSM, ma si dimetterà a febbraio»

di Redazione | 2 min di lettura

Il leader di Sud chiama Nord propone la sua lettura dello scontro nel centrodestra: «La decisione di non puntare al bis sarebbe stata presa da mesi». E ipotizza una chiusura anticipata della legislatura.

Schifani, De Luca: «Saltata la buonuscita del CSM, ma si dimetterà a febbraio»
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Cateno De Luca torna sul caso politico che scuote il centrodestra siciliano e propone una propria ricostruzione sul futuro di Renato Schifani. Il leader di Sud chiama Nord sostiene che dietro le prese di posizione delle ultime ore di esponenti di Forza Italia ci sarebbe una strategia maturata da tempo per evitare la ricandidatura del presidente della Regione.

Secondo De Luca, le dichiarazioni di Nino Minardo, insieme alle posizioni emerse ai vertici nazionali di Forza Italia, rappresenterebbero il segnale che il destino politico di Schifani sia ormai segnato.

«Ieri Minardo, Mulè e Tajani hanno silurato Schifani con una velina», scrive De Luca, che contesta anche la ricostruzione secondo cui lo strappo sarebbe maturato dopo un presunto rifiuto del governatore di accettare un incarico al Consiglio superiore della magistratura.

De Luca: «Da mesi deciso che non ci sarebbe stato uno Schifani-bis»

«Pare non sia vero che Schifani abbia rifiutato il Csm – afferma – ma che negli ultimi tre o quattro giorni siano venute meno le condizioni per la sua candidatura».

De Luca precisa di non conoscere le ragioni di questo presunto cambio di scenario, ipotizzando che possano essere di natura politica o di altro genere. Nella sua ricostruzione, tuttavia, la decisione di non puntare a un secondo mandato di Schifani sarebbe già stata assunta da alcuni mesi.

«Il fatto politico – sostiene – è che era stato stabilito da due o tre mesi che non ci sarebbe stato uno Schifani-bis e che la sua “buona uscita” sarebbe stata proprio il Csm».

Secondo De Luca, qualcosa sarebbe però cambiato negli ultimi giorni, facendo saltare quello schema.

«Da Re Sole a Re Solo»

Il leader di Sud chiama Nord utilizza quindi una delle sue consuete formule per descrivere la situazione del presidente della Regione: «Ieri era il Re Sole, oggi è il Re Solo».

De Luca sottolinea in particolare quella che considera la mancanza di una reazione compatta del centrodestra in difesa del governatore.

«Nessun partito del centrodestra ieri si è stracciato le vesti per inviare comunicati di sostegno a Schifani», osserva, contrapponendo il clima attuale a quello dei mesi precedenti, quando, a suo giudizio, gli alleati avrebbero sostenuto con maggiore convinzione la prospettiva del bis.

L’ipotesi di un “governo di emergenza”

Nella sua ricostruzione De Luca va oltre e delinea anche un possibile scenario per gli ultimi mesi della legislatura regionale.

Secondo il leader di Sud chiama Nord, sarebbe stato trovato un compromesso che consentirebbe a Forza Italia di accompagnare la conclusione anticipata della legislatura, anche attraverso possibili aggiustamenti nella giunta regionale.

L’obiettivo, sempre secondo la ricostruzione di De Luca, sarebbe quello di varare una sorta di «governo di emergenza», approvare la legge di stabilità e successivamente arrivare a una conclusione della legislatura tale da consentire un eventuale accorpamento delle elezioni regionali con altre consultazioni.

De Luca ipotizza in particolare che le dimissioni di Schifani possano arrivare entro la fine di febbraio, così da creare le condizioni per un allineamento delle scadenze elettorali.

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