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05.06.2026

Avola, blitz contro un gruppo criminale: arresti per armi, droga e violenze

di Redazione | 1 min di lettura

In carcere giovani tra i 19 e i 24 anni. L'operazione coordinata dalla Procura di Siracusa

Avola, blitz contro un gruppo criminale: arresti per armi, droga e violenze
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Dalle prime ore della mattina la Polizia di Stato sta eseguendo una serie di ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di alcuni giovani residenti ad Avola, di età compresa tra i 19 e i 24 anni, ritenuti responsabili, a vario titolo, di numerosi reati.

Le accuse contestate dagli investigatori comprendono ricettazione, introduzione di materiale illecito all’interno di istituti penitenziari, detenzione e porto illegale di armi comuni e da guerra, lesioni personali aggravate e detenzione di sostanze stupefacenti ai fini dello spaccio.

Violenze e minacce armate contro gruppi rivali

Secondo quanto emerso dalle indagini, il gruppo si sarebbe distinto per una serie di episodi particolarmente violenti consumati nel territorio avolese.

Gli indagati avrebbero infatti messo in atto gravi aggressioni nei confronti di gruppi rivali, spesso ricorrendo alla minaccia delle armi per imporre il proprio controllo e consolidare la propria presenza sul territorio.

Al centro dell’inchiesta anche il traffico di droga

L’attività investigativa avrebbe inoltre consentito di documentare un’intensa attività di spaccio di sostanze stupefacenti nel comprensorio di Avola, ritenuta una delle principali fonti di sostentamento economico del gruppo.

Operazione della Squadra Mobile e del Commissariato di Avola

Il blitz è stato condotto dagli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Siracusa e del Commissariato di Pubblica Sicurezza di Avola, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica di Siracusa.

L’operazione rappresenta l’ultimo sviluppo di una complessa attività investigativa finalizzata al contrasto della criminalità giovanile e dei fenomeni di violenza e spaccio che interessano il territorio siracusano.

Le immagini video

Si ricorda che gli indagati sono da considerarsi presunti innocenti fino a eventuale sentenza definitiva di condanna.

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