SICILIA – Dal 14 agosto 2025, con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale della Regione Siciliana, la Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) non sarà più un lusso per pochi: i trattamenti diventano finalmente a carico del Servizio Sanitario Regionale anche nei centri privati convenzionati.
Si tratta di una svolta storica per la sanità dell’Isola, frutto di anni di campagne e battaglie condotte dalle associazioni dei pazienti e dagli operatori del settore.
Fino a dicembre 2025, il decreto mette a disposizione 3 milioni e 500mila euro per finanziare i trattamenti di PMA.
Le procedure di contrattualizzazione con le Asp di Catania e Siracusa sono già in fase avanzata e consentiranno ai centri attivi sul territorio di operare a pieno regime a partire da settembre.
Per il ginecologo Antonino Guglielmino, direttore del Centro UMR di Catania e fondatore della Siru, “si tratta di un passo storico per la sanità siciliana: dal prossimo settembre, le coppie residenti in Sicilia potranno finalmente accedere ai trattamenti di PMA con il sostegno economico del Sistema Sanitario Regionale. Dopo anni di ritardi e disparità tra Nord e Sud, si apre una nuova fase per la fertilità assistita nell’Isola”.
Anche l’Associazione Hera Aps esprime soddisfazione. Il presidente Giacomo D’Amico sottolinea che “il decreto consentirà l’accesso alle prestazioni di PMA anche a quelle coppie che finora, per ragioni economiche, avevano rinunciato ad avere un figlio. È un traguardo fondamentale, frutto delle battaglie condotte per anni dalle associazioni dei pazienti”.
Con l’applicazione dei Livelli Essenziali di Assistenza (LEA), la Sicilia si allinea finalmente a Regioni come Toscana, Lombardia e Puglia, ponendo fine al cosiddetto “turismo procreativo” verso il Nord Italia o l’estero.
L’obiettivo, ora, è guardare oltre: aprire l’accesso ai LEA anche alle coppie provenienti da fuori Regione, facendo della Sicilia un polo di eccellenza nazionale nella cura dell’infertilità.
Per garantire informazione, privacy e anonimato, l’Associazione Hera Aps ha attivato un canale WhatsApp dedicato alle coppie che vogliono restare aggiornate. Il servizio ha già raccolto centinaia di adesioni, segno del forte interesse e della domanda latente di sostegno alla fertilità.
La misura non rappresenta soltanto un segnale di equità di accesso alle cure, ma anche un contributo concreto a contrastare il grave calo demografico che colpisce la Sicilia e l’Italia intera.
L’aumento dei cicli di PMA e delle nascite attese dal nuovo decreto segna l’inizio di una fase di speranza e diritti riconosciuti per molte coppie.