Un commando composto da sei persone avrebbe aperto il fuoco in piazza Beppe Montana.
Tre minorenni feriti, decine di bossoli recuperati, due pistole sequestrate e tre persone arrestate. È il bilancio della sparatoria avvenuta nella tarda serata dell’11 giugno in piazza Beppe Montana, nel quartiere San Giovanni Galermo, a Catania.
Secondo la ricostruzione effettuata dalla Squadra Mobile attraverso le immagini dei sistemi di videosorveglianza, all’origine del conflitto a fuoco potrebbe esserci una tensione interna tra due diverse componenti del clan Cappello-Bonaccorsi. Le ragioni dello scontro, tuttavia, non sono state ancora chiarite.
L’allarme è scattato intorno alle 23.49, quando alla Sala operativa della Questura è arrivata la segnalazione dell’esplosione di numerosi colpi d’arma da fuoco.
Quando gli agenti sono arrivati in piazza Beppe Montana, le persone coinvolte si erano già allontanate. Sul terreno, nei pressi di un chiosco, sono stati trovati numerosi bossoli. Una pistola è stata invece recuperata vicino a un campetto di calcio.
Durante il sopralluogo sono stati individuati anche alcuni scooter. Uno dei mezzi presentava un foro che, secondo gli investigatori, sarebbe compatibile con l’impatto di un proiettile.
Poco dopo, dall’ospedale Policlinico è arrivata la notizia del ricovero di tre minorenni, tutti feriti da colpi d’arma da fuoco in diverse parti del corpo. Uno dei ragazzi presentava lesioni più gravi.
Dall’analisi delle telecamere sarebbe emersa la presenza di un gruppo composto da sei persone, arrivate nella zona a bordo di tre scooter. I soggetti, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, avevano il volto coperto e avrebbero esploso diversi colpi di pistola verso i giovani che si trovavano nella parte della piazza adiacente al chiosco.
Due ragazzi presenti nello spiazzo, avvertiti dell’arrivo degli scooter da un giovane proveniente di corsa dai giardini pubblici, si sarebbero diretti verso la strada impugnando a loro volta delle pistole.
Uno dei due avrebbe sparato mentre indietreggiava verso il parco, venendo successivamente colpito dagli assalitori. L’altro avrebbe cercato riparo dietro il chiosco, per poi aprire il fuoco contro i rivali dopo il passaggio dei motocicli.
Il primo giovane, rimasto ferito insieme ad altri due minorenni, avrebbe infine abbandonato una pistola semiautomatica all’interno del parco, vicino al marciapiede.
Negli stessi momenti, una pattuglia dei Carabinieri della Compagnia di Gravina di Catania ha intercettato in via San Paolo tre scooter. Su ogni mezzo viaggiavano due persone con il volto coperto da passamontagna e le targhe occultate.
I militari hanno inseguito uno dei motocicli. Durante la fuga, il passeggero è caduto e avrebbe lanciato in un terreno un oggetto risultato essere una pistola calibro 9×21, con un colpo in canna. L’arma, secondo gli accertamenti, era stata rubata durante un furto in abitazione.
L’uomo è stato inoltre trovato con una protezione balistica artigianale, realizzata assemblando libri, coperte e nastro isolante.
Grazie allo scambio di informazioni tra la Squadra Mobile e i Carabinieri, il soggetto è stato arrestato nell’immediatezza. L’uomo, che avrebbe anche violato gli arresti domiciliari, è gravemente indiziato, a vario titolo, di tentato omicidio premeditato in concorso, detenzione e porto di armi, ricettazione ed evasione.
I reati contestati sono aggravati dalla presunta finalità di agevolare il clan Cappello-Bonaccorsi.
L’esame delle registrazioni ha consentito alla Squadra Mobile di identificare, durante la stessa notte, anche il minorenne che avrebbe sparato contro le persone a bordo degli scooter prima di essere ferito e abbandonare la pistola.
Dopo le dimissioni dall’ospedale, il ragazzo è stato condotto al Centro di prima accoglienza. Al termine dell’udienza di convalida, durante la quale la Procura per i minorenni ha chiesto la custodia in carcere, è stato trasferito nell’Istituto penale per minorenni di Catania Bicocca.
Le immagini delle telecamere, le comparazioni tecniche e gli ulteriori riscontri investigativi hanno permesso di identificare anche il secondo giovane armato. Si tratta del soggetto che, secondo l’ipotesi accusatoria, si sarebbe nascosto dietro il chiosco prima di sparare in direzione degli scooter.
La Procura distrettuale ha emesso nei suoi confronti un provvedimento di fermo per tentato omicidio e porto abusivo di armi e munizioni, con l’aggravante di avere agito per agevolare il clan Cappello-Bonaccorsi.
Dopo essersi reso irreperibile, il giovane è stato rintracciato dalla Squadra Mobile il 17 giugno nella zona di San Giovanni Galermo e condotto nel carcere di Catania Bicocca.
Sulla base degli elementi raccolti fino a questo momento, il conflitto a fuoco potrebbe essere collegato a una fase di tensione tra due componenti del clan Cappello-Bonaccorsi. I motivi della contrapposizione restano ancora oggetto di indagine.