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04.01.2019

Succede a Catania e provincia: 4 gennaio MATTINA

di Redazione | 2 min di lettura
Succede a Catania e provincia: 4 gennaio MATTINA

CATANIA – Ecco le operazioni più importanti condotte dai carabinieri a Catania e provincia:

  • I carabinieri della stazione di Scordia, insieme con i militari dello squadrone eliportato “Cacciatori di Sicilia”, hanno arrestato un 58enne del posto, in quanto nel corso di una perquisizione domiciliare è stato trovato in possesso di: un fucile calibro 12 con matricola abrasa e con canna e calcio mozzati; una pistola marca “BBM” 315 automatica con matricola abrasa e caricatore; e 8 cartucce calibro 12 a palla unica. Il materiale trovato è stato sequestrato, mentre il colpevole, dopo le formalità di rito, è stato posto ai domiciliari, come disposto dall’autorità giudiziaria calatina;

 

  • I carabinieri della stazione di Gravina di Catania hanno arrestato un 64enne del posto in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Catania. L’uomo dovrà scontare la pena di 6 mesi di reclusione, poiché colpevole di furto aggravato commesso a Catania a dicembre 2010. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato posto in regime di detenzione domiciliare, come disposto dall’autorità giudiziaria;

 

  • I carabinieri della stazione di Mascali hanno arrestato un 45enne del posto in esecuzione di un ordine per la carcerazione emesso dalla Procura della Repubblica del Tribunale di Messina. L’uomo dovrà scontare la pena di 6 anni e 9 mesi di reclusione, poiché colpevole di riciclaggio in concorso con recidiva commesso a Messina nel 2002. Dopo le formalità di rito, l’uomo è stato portato nel carcere di piazza Lanza, come disposto dall’autorità giudiziaria;

 

  • I carabinieri della stazione di Librino hanno arrestato due pregiudicati minorenni in esecuzione di un’ordinanza di aggravamento della misura cautelare della permanenza in casa emessa dal Tribunale per i minori di Catania. I due giovani, lo scorso 20 dicembre, non si sono attenuti agli obblighi imposti dalla misura a cui erano sottoposti. Così sono stati arrestati e associati a due comunità nelle province di Caltanissetta e Agrigento, come disposto dall’autorità giudiziaria.
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