L'attacco di Alonge a Salvini: "L'orgoglio siciliano non è uno slogan: è identità, sacrificio e dignità"
Tensione nell’ambiente del centrodestra agrigentino, frammentato in vista delle amministrative della prossima settimana. A contendersi, infatti, due candidati: Dino Alonge, con il sostegno di Fratelli d’Italia, Forza Italia, Movimento per l’Autonomia e Unione dei Democratici Cristiani e di Centro, e Luigi Gentile, appoggiato da Lega e Democrazia Cristiana.
L’inizio del diverbio è stato sancito da un post su Facebook di Alonge, dove critica il leader della Lega e ministro Matteo Salvini per via dell’intervento effettuato ad Agrigento: “Da siciliano mi sento profondamente deluso nel vedere il ministro Matteo Salvini presente a un comizio elettorale a sostegno di Gentile usando slogan come ‘orgoglio siciliano’. La Sicilia non può diventare uno strumento di propaganda o una bandiera da sventolare solo in campagna elettorale. Noi siciliani meritiamo rispetto, attenzione concreta e presenza costante, non opportunismo politico. L’orgoglio siciliano non è uno slogan: è identità, sacrificio e dignità“.
La critica non ha però mancato di risposte, nello specifico infatti a prendere voce il leader della Lega in Sicilia, Nino Germanà, che ha dichiarato: “Attacca sui social il vice premier Matteo Salvini presente ad Agrigento per ribadire che c’è la volontà di realizzare l’aeroporto nella Valle dei Templi. Tutti dovrebbero essere contenti per questa scelta, sorprendono le critiche di chi si rifà alla stessa area del centrodestra”.
“Sono sorpreso – ha aggiunto Germanà – che a fare certe dichiarazioni sia un candidato alla carica di primo cittadino di una città capoluogo di provincia. Rivolgersi in questi termini al vicepresidente del Consiglio dei ministri mette in serio dubbio la possibilità di indossare quella fascia tricolore che rappresenta proprio il governo nella città. Qualora qualcuno dei nostri candidati a sindaco si rivolgesse con questi toni nei confronti della Meloni o di Tajani interverrebbero sicuramente i nostri dirigenti nazionali per prendere le distanze, quantomeno dalle inadeguate dichiarazioni”.