Il responsabile dell'incendio sarebbe Vincenzo Monachino, esponente di spicco della famiglia pietrina di Cosa Nostra
Il Tribunale di Caltanissetta ha condannato Vincenzzo Monachino, l’uomo accusato di aver incendiato – nel febbraio del 2018 – la casa dei suoceri dell’ex sindaco di Pietraperzia, Antonio Bevilacqua.
L’uomo, esponente di spicco della famiglia pietrina di Cosa Nostra, dovrà scontare tre anni di reclusione e la pena accessoria dell’interdizione dai pubblici uffici per cinque anni.
L’ex primo cittadino, esponente del Movimento 5 Stelle, si è ritrovato con l’abitazione dei suoceri in fiamme. Non si tratta della prima intimidazione. Nel 2016 qualcuno aveva incendiato il portone dell’abitazione di Bevilacqua.
Il M5S aveva allora dichiarato che “evidentemente con il suo lavoro sta disturbando gli affari poco chiari di qualcuno, tanto da ricevere questo tipo di intimidazioni”.
Come se non bastasse, due settimane prima dell’attentato diversi colpi di fucile erano esplosi in direzione della sede di un centro che ospitava venti migranti. Adesso, la condanna dell’esponente mafioso per il rogo.