Alonge, nonostante la manifestata amarezza, anche oggi continua a ribadire di "voler riportare Agrigento nel posto che merita e costruire una nuova visione della città".
“Abbiamo già 19 consiglieri, quindi abbiamo molto di più della maggioranza per andare a governare. Gli elettori di Agrigento devono tenerlo in considerazione per evitare che la città rimanga imballata, senza riuscire a muovere un passo. Abbiamo una stagione estiva alle porte e ho tante idee da portare subito sul piatto per velocizzare il percorso di rinascita di questa città”.
Lo dice alla vigilia del silenzio elettorale il candidato sindaco di Agrigento, Dino Alonge, che è stato schierato da Noi con la Sicilia-Popolari e Autonomisti (Mpa), Fratelli d’Italia, Forza Italia, Forza Azzurri e Udc e che, al primo turno, ha ottenuto il 34,79%.
Inevitabile, visto il clima avvelenato delle ultime settimane, il riferimento ai toni del periodo elettorale: “C’è stata una campagna sui social che è stata denigratoria e aggressiva. Ma io non ho dimenticato i problemi di Agrigento, li vivo quotidianamente – ha spiegato – e penso ai problemi di Fontanelle, a quelli di Monserrato, Maddalusa e Zingarello. Io devo cercare di risolvere i problemi, voglio una città connessa”.
“Voglio che la gente, ad Agrigento, stia bene, stia in pace e invece… raccolgo solo odio dall’altra parte. Se noi andremo a governare questa città lavoreremo per gli agrigentini e non per le poltrone. Penso al piano regolatore generale, al progetto del porticciolo turistico di San Leone, al rilancio della fascia costiera, al recupero del centro storico, al rafforzamento dell’università, al sostegno ai giovani e le politiche sociali”.
Alonge, nonostante la manifestata amarezza, anche oggi continua a ribadire di “voler riportare Agrigento nel posto che merita e costruire una nuova visione della città”.
“Arriviamo al 7 e 8 giugno con una grande speranza: vedere una città che funziona, che dà opportunità a tutti, una città finalmente libera. In consiglio comunale si potrà fare un grande lavoro trasversale perché oggi è il tempo di costruire e riparare ai disastri, ma anche capire come Agrigento può approcciarsi ai prossimi 10 anni. Abbiamo le competenze, l’entusiasmo e voglia di metterci i gioco per questa città”.
Lo ha detto invece il candidato sindaco di Agrigento, Michele Sodano, che è stato schierato da Controcorrente, Pd e M5S e, con il 39,13% dei consensi, ha rischiato di vincere a primo turno. Anche Sodano si smarca dai toni avvelenati della campagna elettorale: “Abbiamo sempre usato i toni della gentilezza e del rispetto. Portare la politica sul campo in questo modo vuol dire trasformarla in un circo. E questo scoraggia i cittadini, allontanandoli dalla politica. Noi parliamo di idee e futuro, con i giovani abbiamo parlato di aprire sportelli di informazione affinché dopo i 18 anni possano decidere cosa fare e non essere lasciati da soli. Vogliamo dare loro in concessione spazi pubblici chiusi da 40 anni che possono diventare centri culturali, aule studio”.
Sul fatto che da eventuale sindaco sarà in minoranza in Consiglio (5 consiglieri: 3 di Controcorrente e 2 del Pd), il 37enne non ha esitazioni: “Credo che in Giunta si potrà fare un grande lavoro trasversale perché oggi è il tempo di costruire e di riparare tutti i disastri”. Parlando dell’emergenza idrica, il candidato ha garantito “un intervento immediato, coordinato ed efficace da parte delle istituzioni coinvolte. Da sindaco pretenderò competenza, trasparenza e rispetto, le nomine e gli incarichi dovranno premiare le professionalità, e non altre logiche perché l’acqua – ha concluso – deve essere un diritto e non una leva di pressione tra enti”.