Il leader di Controcorrente diffonde una registrazione sul caso della concessione alla società Italo Belga.
La spiaggia di Mondello e la società Italo-Belga tornano al centro dello scontro politico in Sicilia. A riaccendere il caso è stato il deputato regionale Ismaele La Vardera, leader di Controcorrente, che ha pubblicato sui social un audio relativo a un colloquio con il dirigente generale del Dipartimento Ambiente, Calogero Beringheli. Al centro della nuova polemica c’è la revoca della concessione demaniale alla società Italo Belga, storico gestore di una parte del litorale palermitano.
Secondo la ricostruzione fornita da La Vardera, il presidente della Regione Siciliana, Renato Schifani, avrebbe convocato il dirigente che il 26 novembre 2025 firmò il provvedimento di revoca, contestando la tempistica della decisione. Nel video diffuso dal parlamentare regionale si ascolterebbe un passaggio in cui Beringheli conferma l’incontro a Palazzo d’Orléans.
La Vardera sostiene che in quella sede sarebbe emersa l’idea di rinviare la revoca, consentendo alla società di completare la stagione balneare. Un punto che il deputato considera politicamente rilevante, perché a suo avviso mostrerebbe una distanza tra la posizione pubblica del governatore e le valutazioni espresse nelle interlocuzioni interne all’amministrazione regionale.
Il leader di Controcorrente ha definito “coraggioso” l’operato del dirigente Beringheli, rivendicando la correttezza della revoca e annunciando di voler vigilare affinché il funzionario non subisca conseguenze professionali per la decisione adottata.
Nella sua ricostruzione, La Vardera richiama anche gli elementi che avevano preceduto il provvedimento amministrativo nei confronti della società Italo Belga, sostenendo che il quadro emerso rendesse incompatibile qualunque ipotesi di rinvio.
La vicenda, già al centro del dibattito politico e amministrativo negli ultimi mesi, torna così a intrecciare gestione del demanio, stagione balneare, poteri della burocrazia regionale e responsabilità della politica.
La risposta di Palazzo d’Orléans è arrivata poche ore dopo. In una nota congiunta, il presidente Renato Schifani e l’assessore regionale al Territorio e Ambiente, Giusi Savarino, hanno respinto le accuse parlando di “ricostruzioni fantasiose” e “speculazioni politiche”.
Schifani e Savarino confermano che l’incontro con il dirigente si è svolto, ma precisano che al momento della riunione la revoca era già stata adottata dagli uffici competenti, pubblicata e pienamente efficace. Per questa ragione, secondo la Regione, non avrebbe alcun fondamento l’ipotesi di pressioni politiche o tentativi di interferenza sull’operato del dirigente responsabile del procedimento.
La versione di Palazzo d’Orléans è che l’incontro servisse esclusivamente ad acquisire informazioni sui passaggi amministrativi successivi alla revoca, in particolare in vista della gestione della spiaggia durante la stagione estiva.
Schifani ha respinto ogni accusa di ingerenza nell’attività amministrativa. Il governatore ha rivendicato il rispetto della separazione tra indirizzo politico e attività degli uffici, sostenendo di non avere mai interferito nelle scelte degli assessori o dei dirigenti regionali.
Il presidente della Regione considera dunque la ricostruzione di La Vardera non aderente alla realtà dei fatti e politicamente strumentale. Una posizione netta, che però non spegne la polemica.
Per La Vardera, infatti, il caso Mondello resta un dossier aperto e destinato ad avere ulteriori sviluppi nel confronto politico all’Ars. Per Schifani e Savarino, invece, la revoca è stata un atto amministrativo già perfezionato e pienamente efficace, sul quale non ci sarebbe stata alcuna pressione.