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23.11.2018

Mafia, estorsioni e concorrenza sleale nei piccoli centri: dure condanne per 4 boss dell’Agrigentino

di Redazione
Mafia, estorsioni e concorrenza sleale nei piccoli centri: dure condanne per 4 boss dell’Agrigentino

AGRIGENTO – Dura condanna in primo grado di giudizio per quattro boss delle famiglie mafiose di Camastra e Canicattì, in provincia di Agrigento, coinvolti in diverse attività illegali al centro del processo “Vultur”.

Si tratta di Rosario Meli, che dovrà trascorre in carcere 17 anni e 6 mesi (la richiesta dell’accusa era di 24 anni), il figlio Vincenzo Meli, condannato a 14 anni e 6 mesi di carcere, Calogero Piombo, tabaccaio di Camastra, che rimarrà dietro le sbarre per 13 anni e 6 mesi, e Calogero Di Caro, boss di Canicattì, che ha ricevuto la pena maggiore: 22 anni di reclusione.

L’intera operazione “Vultur” era partita circa 6 anni fa con la denuncia della famiglia De Marco, proprietaria di un’agenzia funebre di Camastra, dopo anni di minacce e omertà da parte dei concittadini. La loro azione aveva portato le forze dell’ordine ad avviare un’indagine, destinata a svelare, nel giro di pochi mesi, un enorme giro di estorsioni ai danni degli esercenti del comune dell’Agrigentino, da sempre vittime dei clan mafiosi locali.

Secondo quanto rivelato dai De Marco, la famiglia Meli avrebbe aperto un’agenzia di pompe funebri concorrente alla loro e avrebbe utilizzato le proprie conoscenze e la loro influenza sulla popolazione locale per lasciare i rivali senza lavoro.

I De Marco e i soci riceveranno un indennizzo, ancora da stabilire, per il danno subìto e un risarcimento provvisionale di 10mila euro. Una soluzione che sembra aver soddisfatto le vittime delle estorsioni del clan mafioso, felici di aver visto i propri aguzzini condannati per le loro azioni.

Immagine di repertorio