Ciciliano: il costo dell'acqua "deve essere sostenuto dalla politica"
Continua imperterrita la crisi idrica ad Agrigento, nonostante gli invasi siano pieni di acqua. Ribadito ancora una volta come la gestione non debba dipendere dalla pioggia. Contemporaneamente, ad Aica arrivano i primi 60 litri al secondo.
In occasione del comitato convocato in prefettura, per organizzare la visita di papa Leone a Lampedusa il 4 luglio, il capo della Protezione civile e commissario straordinario Fabio Ciciliano ha posto nuovamente l’attenzione sul problema idrico.
Secondo quanto affermato da Ciciliano, le reti idriche agrigentine non vengono manutenute da decenni, e questo – più della siccità – è il nodo da sciogliere: “È necessario che le reti idriche siano messe a regime ed è necessario che la gestione ordinaria dell’acqua non possa essere dipendente dal fatto che la pioggia cada“. Il commissario ha sottolineato così come la soluzione deve essere strutturale e non legata solo ed esclusivamente all’emergenza estiva.
Il passaggio più netto riguarda però i costi. “Acqua pubblica non significa acqua gratuita“, ha ribadito Ciciliano, spiegando che pompare l’acqua e trasportarla fino ai rubinetti delle case ha un costo che “deve essere sostenuto dalla politica“.
Secondo Ciciliano la struttura commissariale sta lavorando con la Regione siciliana per arrivare nel giro di qualche mese a un assetto organizzato, superando la logica della contingenza.
Arrivano intanto i primi risultati concreti. Danila Nobile, presidente del cda di Aica – l’ente che gestisce le reti idriche e fognarie dell’Agrigentino – ha annunciato che questa mattina sono arrivati i 60 litri al secondo di aumento di portata promessi per il territorio.
L’incremento è scattato dopo la diffida e messa in mora notificata ieri a Siciliacque: “La nostra modalità operativa ha portato al risultato atteso. Se dal primo luglio non ci saranno i 110 litri al secondo promessi, andremo avanti per le vie giudiziarie“, ha detto Nobile.