Francesco Cusumano, arrestato a Palermo per l’omicidio del coinquilino Francesco Spataro, era destinatario di un ordine di carcerazione.
Francesco Cusumano, il 38enne arrestato ieri a Palermo con l’accusa di avere ucciso il coinquilino Francesco Spataro, avrebbe dovuto trovarsi in carcere.
Secondo quanto emerge, sull’uomo pendeva da febbraio scorso un ordine di carcerazione emesso dalla Procura generale di Messina per una condanna a 3 anni e 10 mesi. La pena riguardava una precedente vicenda avvenuta a Messina, dove Cusumano era stato condannato per avere aggredito e picchiato l’avvocato Antonio Lanfranchi, commissario all’esame di abilitazione alla professione forense che lo aveva bocciato.
Per i carabinieri, Cusumano risultava irreperibile.
Originario di Milazzo, Cusumano si era trasferito a Palermo nelle ultime settimane. Secondo una prima ricostruzione, si sarebbe anche tinto i capelli.
L’ipotesi investigativa è che il 38enne stesse cercando di sottrarsi all’esecuzione dell’ordine di carcerazione, nascondendosi nel capoluogo siciliano.
Resta da chiarire se alla condanna per l’aggressione all’avvocato messinese si sarebbero dovute sommare altre pene precedenti.
Cusumano è stato fermato dopo l’uccisione del coinquilino Francesco Spataro. Gli investigatori stanno ricostruendo le fasi precedenti al delitto e i rapporti tra i due uomini.
La vicenda apre anche interrogativi sulla mancata esecuzione dell’ordine di carcerazione e sulle ragioni per cui Cusumano, pur destinatario del provvedimento, fosse ancora libero.
Le accuse nei suoi confronti dovranno ora essere valutate dall’autorità giudiziaria. Per l’indagato resta fermo il principio della presunzione di innocenza fino a eventuale condanna definitiva.