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05.06.2026

Privatizzazione Aeroporto di Catania, il punto dopo il Consiglio comunale. Cisal: “La politica si assuma le proprie responsabilità”

di Redazione | 2 min di lettura

Si è tenuto oggi il Consiglio comunale straordinario sulla privatizzazione della SAC, il sindacato rilancia l'allarme: prima le garanzie occupazionali, poi qualsiasi operazione societaria

Privatizzazione Aeroporto di Catania, il punto dopo il Consiglio comunale. Cisal: “La politica si assuma le proprie responsabilità”
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A poche ore dal Consiglio comunale straordinario che si è tenuto stamani sul tema del “Processo di privatizzazione della Sac S.p.A., prospettive strategiche dell’Aeroporto di Catania e sistema della mobilità connessa”, la Cisal Catania torna a chiedere risposte chiare e pubbliche sul futuro dei lavoratori aeroportuali e delle loro famiglie.

“Da settimane assistiamo a dichiarazioni, indiscrezioni, accelerazioni procedurali e confronti istituzionali, ma continuiamo a non sentire una sola parola chiara sul destino di oltre 700 famiglie che vivono grazie all’aeroporto di Catania. È una assenza grave e incomprensibile”, afferma il segretario provinciale della Cisal Catania, Giovanni Lo Schiavo.

Per il sindacato, il Consiglio comunale rappresenta un passaggio cruciale che non può limitarsi a discutere quote societarie, valutazioni economiche e strategie industriali senza affrontare il nodo centrale della salvaguardia occupazionale.

“Chi oggi sostiene o favorisce il percorso di privatizzazione deve assumersi fino in fondo la responsabilità delle proprie decisioni. La politica, in particolare, non può nascondersi dietro pareri tecnici o procedure amministrative. Ogni scelta avrà conseguenze dirette sul tessuto economico e sociale del territorio e sui lavoratori che hanno contribuito a rendere l’aeroporto di Catania uno dei principali scali del Mezzogiorno”.

La Cisal ribadisce inoltre le forti perplessità già emerse nel dibattito pubblico riguardo alla mancanza di elementi fondamentali per una valutazione trasparente dell’operazione: dall’assenza di una stima indipendente del reale valore aziendale alla mancata definizione di un prezzo minimo di tutela del patrimonio pubblico, fino alla mancata conoscenza del piano industriale che dovrebbe accompagnare il futuro assetto societario.

Fusione SAC-SAC Service: condizione imprescindibile

Per la Cisal esiste una sola precondizione non negoziabile prima di qualsiasi apertura al mercato: la fusione tra SAC e SAC Service.

“Lo diciamo da mesi e continueremo a sostenerlo con fermezza: la fusione tra la capogruppo e la società dei servizi deve precedere qualsiasi percorso di privatizzazione. Solo così sarà possibile garantire uniformità contrattuale, tutela occupazionale, salvaguardia dei diritti acquisiti e protezione dell’intero sistema aeroportuale, evitando il rischio che centinaia di lavoratori diventino l’anello debole dell’operazione”.

Lo sviluppo non può essere pagato dai lavoratori

La Cisal precisa di non essere pregiudizialmente contraria all’ingresso di partner industriali qualificati o di capitali privati utili a sostenere gli investimenti previsti dal Masterplan e la crescita degli aeroporti di Catania e Comiso.

“Siamo favorevoli allo sviluppo, agli investimenti e alla modernizzazione delle infrastrutture aeroportuali. Ma nessun progetto di crescita può essere costruito sacrificando occupazione, salari e diritti. Prima vengono le persone, poi il mercato”.

Per questo il sindacato chiede che qualsiasi percorso futuro sia accompagnato da clausole sociali vincolanti, da garanzie occupazionali certe e dal mantenimento di un forte presidio pubblico nella governance strategica dello scalo.

“Adesso ci aspettiamo risposte chiare. Non accetteremo ulteriori rinvii o silenzi. Chi governa oggi gli enti soci, la SAC e le istituzioni coinvolte deve dire apertamente quale futuro immagina per i lavoratori. Su questo tema non sono più ammesse ambiguità”.

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