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29.05.2026

Privatizzazione Aeroporto di Catania, CISAL e LEGEA lanciano l’allarme: “Prima i lavoratori, poi la vendita”

di Redazione | 2 min di lettura

Chiesta l'immediata apertura di un tavolo negoziale. Lo Schiavo: “Servono garanzie occupazionali, contrattuali e industriali prima della cessione dello scalo”

Privatizzazione Aeroporto di Catania, CISAL e LEGEA lanciano l’allarme: “Prima i lavoratori, poi la vendita”
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La pubblicazione del bando per la raccolta delle manifestazioni di interesse finalizzate alla cessione di almeno il 51% del capitale sociale di SAC S.p.A. riaccende il dibattito sul futuro dell’Aeroporto di Catania e dei lavoratori del gruppo.

CISAL Catania e LEGEA, la federazione provinciale aderente alla confederazione, chiedono l’immediata apertura di un tavolo negoziale con le istituzioni e i soggetti coinvolti nel processo di privatizzazione, ritenendo questo passaggio indispensabile per fare chiarezza sul piano industriale e garantire la serenità occupazionale di centinaia di lavoratori.

“Non possiamo assistere in silenzio a un’operazione che riguarda uno degli asset strategici più importanti della Sicilia orientale senza che vengano fornite adeguate garanzie ai dipendenti e al territorio”, afferma il segretario provinciale della CISAL Catania, Giovanni Lo Schiavo e Sandro Barbagallo, Segretario Provinciale LEGEA Catania.

“No a una privatizzazione senza tutele”

Secondo il sindacato, il percorso avviato rischia di essere percepito come una mera operazione finanziaria se non accompagnato da precise clausole di salvaguardia occupazionale e industriale.

“I lavoratori aeroportuali hanno contribuito in modo determinante alla crescita dello scalo, consentendo risultati economici senza precedenti e un fatturato che supera i 110 milioni di euro. Non possono oggi essere considerati un semplice costo da comprimere per rendere più appetibile l’investimento ai grandi gruppi privati”, sottolinea Lo Schiavo.

La richiesta: fusione tra SAC e SAC Service

Tra le richieste avanzate da CISAL Catania figura come priorità assoluta la fusione per incorporazione di SAC Service S.r.l. all’interno della capogruppo SAC S.p.A.

“Parliamo di lavoratori che operano quotidianamente all’interno dell’aeroporto e che rappresentano una componente essenziale del sistema aeroportuale. L’incorporazione garantirebbe maggiore stabilità, eliminerebbe duplicazioni gestionali e offrirebbe una tutela concreta contro eventuali processi di frammentazione o esternalizzazione dei servizi”.

Le condizioni irrinunciabili

Qualora tale proposta non venisse accolta, CISAL chiede l’inserimento nel bando di gara e nei futuri accordi societari di specifiche clausole di salvaguardia:

  • divieto di esternalizzazione dei servizi oggi affidati a SAC Service;
  • mantenimento dell’applicazione del Contratto Collettivo Nazionale del Trasporto Aereo;
  • tutela del personale stagionale storico attraverso un bacino dedicato con diritto di precedenza nelle assunzioni;
  • salvaguardia della contrattazione integrativa aziendale;
  • mantenimento di strumenti di controllo pubblico sulle decisioni strategiche che possano incidere sull’occupazione.

“Il territorio deve essere coinvolto”

Per CISAL Catania una decisione di tale portata non può essere assunta senza un confronto aperto con i lavoratori, le istituzioni locali e le rappresentanze sociali.

“La privatizzazione dell’aeroporto di Catania rappresenta una scelta che segnerà il futuro economico della Sicilia orientale per i prossimi decenni. Per questo motivo chiediamo trasparenza, confronto e responsabilità. Prima della vendita servono garanzie certe per i lavoratori e per il territorio”, conclude Lo Schiavo.

CISAL Catania continuerà a monitorare l’evoluzione della procedura e annuncia fin d’ora ulteriori iniziative sindacali a tutela dell’occupazione e del sistema aeroportuale etneo.

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