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29.01.2025

Catania, piazza di spaccio a San Cristoforo: luoghi di stoccaggio e “strategie” del gruppo criminale

di Redazione | 3 min di lettura
Catania, piazza di spaccio a San Cristoforo: luoghi di stoccaggio e “strategie” del gruppo criminale
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CATANIA – Quantitativi irrisori di sostanze stupefacenti e una vendita continua ogni giorno. Un binomio che non può sussistere. Avvenivano centinaia di vendite di marijuana nella piazza di spaccio nel quartiere San Cristoforo di Catania, in via Di Giacomo. Tutto questo sotto la sorveglianza delle telecamere dei carabinieri. Ma ogni qualvolta che quest’ultimi entravano nell’appartamento trovavano modici quantitativi di droga.

Piazza di spaccio a San Cristoforo

Su questa stranezza si sono basate le successive ricerche da parte degli investigatori. Controllate le zone di stoccaggio della droga usate dal gruppo, che lo scorso 21 gennaio è stato colpito da misure cautelari. Nel blitz Molosso legato alla piazza di spaccio di San Cristoforo sono state arrestate 18 persone.

In base a quanto scrive il gip nell’ordinanza di custodia cautelare, la sussistenza di luoghi in cui nascondere e rifornirsi di droga è un “elemento sintomatico” dell’esistenza di un’associazione a delinquere per il traffico/spaccio di droga.

La strategia

Il gruppo infatti cercava di tenere all’interno dell’abitazione di via Di Giacomo, il minimo indispensabile per poter continuare a vendere. Al tempo stesso aveva bisogno di rifornirsi di continuo, dato che nella piazza di spaccio arrivavano molte persone quotidianamente.

Per scoprire i luoghi in cui il gruppo nascondeva la droga, i carabinieri hanno incrociato le immagini delle videocamere con i gps installati sugli scooter di alcuni dei presunti membri dell’associazione criminale.

Il controllo incrociato

Un giorno di settembre 2023, mentre nell’appartamento c’è tanta gente che aspetta di comprare droga, lo scooter di Massimiliano Claudio Russo si muove spesso verso via Ospedale Vecchio. Russo infatti è coinvolto nel blitz Molosso.

Lo stesso giorno gli agenti notano Alessio Licandro, descritto nell’ordinanza di custodia cautelare come “uno dei pusher più attivi della piazza di spaccio“, che esce da via Di Giacomo, entra in un edificio, ubicato al civico 15 di via Ospedale Vecchio ed esce pochi minuti dopo.

Il materiale rinvenuto

I carabinieri fermano Licandro e lo deferiscono a piede libero dopo avergli trovato addosso 50 grammi di marijuana. In seguito perquisiscono l’abitazione di via Ospedale Vecchio, in cui vive Santo Fabio Privitera, e trovano circa mezzo chilo di marijuana suddiviso in 11 involucri da 50 grammi ciascuno.

Il ruolo di Privitera

Privitera, coinvolto nel blitz Molosso, è stato arrestato dopo le dovute verifiche. Qualche settimana prima le telecamere dei carabinieri lo avevano visto entrare nel suddetto appartamento di via Di Giacomo con grossi sacchi. Come affermato dal gip, “questi episodi consentono di affermare che il gruppo avesse incaricato Privitera di custodire le scorte di marijuana e di rifornire la piazza di spaccio quando necessario“.

Un secondo punto di stoccaggio della droga è stato scoperto dagli agenti, seguendo uno dei minori coinvolti nell’inchiesta Molosso, che si sposta su uno scooter di proprietà di Massimiliano Claudio Russo e si reca in piazza Federico di Svevia, vicino ad un ristorante. I militari, fermando il ragazzo poco dopo il suo passaggio dalla piazza, trovano 89 grammi di marijuana, dopo il tentativo da parte sua di disfarsene.

Lo scooter di Russo però continua ad andare in piazza Federico di Svevia, segnalato sempre dal gps installato dai carabinieri. Un uomo indagato, ma non arrestato nel blitz Molosso, viene controllato. Anche se addosso non viene rinvenuta droga, emana un forte odore di marijuana.

Gli investigatori perquisiscono un appartamento all’interno del palazzo da cui era uscito l’uomo e nel cortile trovano due sacchi con dentro 190 grammi di marijuana.

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