PIAZZA ARMERINA – La morte di Larimar Annaloro, la quindicenne trovata impiccata lo scorso anno a Piazza Armerina, sarebbe riconducibile a un gesto volontario.
Secondo quanto riportato dai colleghi de La Sicilia, la Procura per i minorenni di Caltanissetta ha ricevuto da settimane la relazione dei consulenti, che – sulla base dell’esame autoptico – hanno escluso la presenza di elementi compatibili con un’aggressione da parte di terzi.
La ragazza era stata trovata impiccata a un albero nella zona verde attorno alla casa di famiglia, in contrada Malcristiano, a circa sette chilometri dal centro abitato.
Secondo la ricostruzione contenuta negli atti, quella mattina la giovane avrebbe avuto un forte litigio con una coetanea, nato dalla contesa di un ragazzo con cui stava chattando.
I genitori di Larimar hanno sempre contestato l’ipotesi del suicidio, sostenendo che la figlia potesse essere stata uccisa. Su loro denuncia, la Procura di Enna ha aperto un fascicolo ipotizzando anche il reato di omicidio, oltre a un filone d’indagine sul revenge porn.
Nei mesi successivi alla tragedia sono stati sequestrati 12 telefoni cellulari, analizzati dagli investigatori per ricostruire le dinamiche relazionali tra la vittima e il gruppo di amici.
Sebbene la perizia medico-legale depositata alla Procura minorile non lasci margini di dubbio sulla natura autolesiva del gesto, l’inchiesta della Procura di Enna resta aperta.
Gli inquirenti dovranno ora valutare se gli elementi raccolti possano escludere del tutto altre ipotesi o se emergano ulteriori responsabilità, soprattutto in relazione agli scambi online e alla circolazione di contenuti privati.