Viviamo in un’epoca che celebra ossessivamente il risultato finale. Vediamo il traguardo, il progetto
concluso, ma raramente ci viene mostrato il “dietro le quinte”: i mesi di silenzio, i dubbi notturni, la paura di star seguendo la strada sbagliata, e soprattutto i fallimenti. Questa narrazione parziale ha creato un effetto collaterale pericoloso: la paura di sbagliare. Oggi, di fronte alla prima difficoltà, molti sono tentati di abbandonare i propri sogni, convinti che l’ostacolo sia un segnale di “non idoneità”. Ma è davvero così?
Il mito del percorso lineare
L’errore più comune è concepire il successo come una linea retta che va dal punto A (l’idea) al punto B
(l’obiettivo). Nella realtà, quella linea non esiste è un labirinto costituito da deviazioni e vicoli ciechi. La
difficoltà non è un’interruzione del percorso, è parte integrante del percorso stesso. La vera forza sta
nell’avere la capacità di tornare sul sentiero corretto nonostante le deviazioni inaspettate.
La resilienza non è solo sopportazione
Spesso si confonde la resilienza con la semplice sopportazione. Ma non si tratta solo di “stringere i denti”.
La vera resilienza è la capacità di trasformare l’imprevisto in una risorsa. Ogni volta che un obiettivo sembra allontanarsi, siamo costretti a rivedere la nostra strategia, a studiare nuove soluzioni, a scoprire capacità che non sapevamo di possedere. La difficoltà ci costringe a chiederci: “Quanto sogno conta davvero per me?”.
Se la risposta è sì, allora l’ostacolo smette di essere un muro insormontabile.
“Le difficoltà spesso preparano le persone comuni a un destino straordinario, a un destino atteso per loro.”
L’importanza del fallimento
Dobbiamo sdoganare la concezione del fallimento. Fallire non significa non essere in grado; significa aver
tentato una strada che non ha funzionato. Chi non fallisce mai, probabilmente, non sta facendo nulla per
progredire. Il segreto per non scoraggiarsi risiede nella prospettiva: non guardare all’insuccesso come a una
sentenza definitiva, ma come a un dato necessario, per correggere gli errori, e non ripeterli nel tentativo
successivo.
Inseguire un sogno richiede una dote rara: la pazienza di saper aspettare che i frutti maturino, unita alla
grinta di continuare a correre anche quando la destinazione sembra troppo lontana. Il futuro non appartiene a chi non incontra mai ostacoli, ma a chi, pur cadendo, trova sempre un motivo valido per rialzarsi e ricominciare a correre. In fondo un giorno potrò dire: Ho sempre tentato. Ho sempre fallito.
Ho fallito ancora. Ma poi ho fallito meglio.
Lorenzo Sciacca 3^B – ITIS Gallileo Ferraris – San Giovanni La Punta (CT)