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07.05.2026

Palermo, “diktat” social allo Zen: bloccato il mercato per i funerali di Barone

di Redazione
Palermo, “diktat” social allo Zen: bloccato il mercato per i funerali di Barone
Indice

Un giovedì mattina di tensione nel quartiere Zen di Palermo, dove il tradizionale mercato rionale di via Luigi Einaudi è stato annullato non per decisione delle autorità, ma per un’imposizione dal sapore intimidatorio. Un gruppo di giovani a bordo di scooter ha pattugliato l’area per impedire agli ambulanti di montare i propri stand, facendo rispettare un “ordine” lanciato nei giorni precedenti sui social network.

Il lutto imposto via Facebook

All’origine del blocco ci sono le esequie di Carmelo Barone, 64 anni, figura nota alle forze dell’ordine e imputato nel processo antimafia “Bivio”. I figli dell’uomo, Veronica e Beppe, avevano pubblicato post espliciti su Facebook chiedendo la sospensione delle attività commerciali:

“Giovedì mattina si terranno i funerale di nostro padre… ci scusiamo con le persone del mercato ma essendo che nostro padre è molto amato e conosciuto non si fa il mercato fatelo girare nel modo che arriva a tutti”.

Le minacce verbali dei giovani in scooter hanno trasformato l’invito social in un divieto effettivo, lasciando la strada deserta dai gazebo ma affollata per i funerali, celebrati tra palloncini e fuochi d’artificio.

Il profilo di Carmelo Barone

Barone non era un cittadino qualunque. Con precedenti per furti e rapine, era stato protagonista di una violenta sparatoria nel 2020 proprio tra via Einaudi e via Bianchini, in un conflitto a fuoco con i fratelli Maranzano che solo per miracolo non fece vittime. L’uomo era considerato un soggetto di rilievo nelle dinamiche criminali del quartiere, coinvolto nelle indagini dell’operazione “Bivio”.

La reazione delle istituzioni

L’episodio ha sollevato un’ondata di indignazione politica. Il deputato regionale Ismaele La Vardera e i consiglieri Argiroffi e Forello hanno parlato apertamente di un’imposizione attuata con metodo mafioso, sottolineando come la volontà di una famiglia abbia prevalso sul diritto al lavoro dei commercianti.

L’assessore alle Attività produttive, Giuliano Forzinetti, si è recato personalmente sul posto per esprimere la condanna dell’amministrazione comunale. Ha dichiarato che il quadro emerso è estremamente grave e, d’intesa con il sindaco, provvederà a trasmettere una segnalazione alle autorità competenti affinché venga fatta piena luce sull’accaduto. Forzinetti ha inoltre ribadito con forza che nessuno può pensare di intimidire o condizionare l’economia di un quartiere che ha bisogno di legalità, manifestando piena vicinanza agli operatori coinvolti.