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13.11.2018

Ruba un’auto insieme al fidanzato, poi si rifugia all’ospedale Vittorio Emanuele per sfuggire all’arresto: 20enne ai domiciliari

di Redazione
Ruba un’auto insieme al fidanzato, poi si rifugia all’ospedale Vittorio Emanuele per sfuggire all’arresto: 20enne ai domiciliari

CASTELVETRANO – I carabinieri della compagnia di Castelvetrano, in provincia di Trapani, nell’ambito di un servizio di controllo del territorio, hanno arrestato per la seconda volta in pochi giorni la 20enne Maria Aurora Campanella.

Nella serata del 10 novembre, i militari del nucleo operativo radiomobile, procedendo al controllo di persone sottoposte a pene detentive, si sono recati nell’abitazione della giovane, in atto agli arresti domiciliari per un furto aggravato di un’auto che aveva commesso il 2 novembre insieme al compagno.

Non trovandola in casa, dopo un rapido controllo della casa del fidanzato, anch’egli ai domiciliari, dopo circa un’ora, l’hanno rintracciata nella sala d’attesa del Pronto Soccorso dell’ospedale Vittorio Emanuele di Castelvetrano, luogo in cui si era rifugiata, lamentando dolori addominali, per cercare di sottrarsi all’arresto a seguito della violazione degli obblighi connessi alla misura cui è sottoposta.

Maria Aurora Campanella, 20 anni

Subito dopo gli accertamenti che hanno confermato il mero pretesto del suo allontanamento finalizzato all’incontro col fidanzato, la 20enne è stata arrestata e ricondotta nella propria abitazione, in attesa del rito direttissimo tenutosi ieri pomeriggio e che ha visto la convalida dell’arresto e la risottoposizione della stessa agli arresti domiciliari.

Lo scorso 8 novembre i militari di Castelvetrano, su ordine di carcerazione disposto dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Marsala, hanno arrestato Salvatore Accardi, 59 anni, già sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari per omicidio aggravato, reato commesso il 10 gennaio 2016 ai danni di Ignazio Pellicane, ucciso con un colpo di fucile calibro 12 dopo continue richieste estorsive mosse dalla vittima nei confronti dell’arrestato che non aveva mai denunciato alle Forze dell’Ordine. Accardi, dopo le formalità di rito, è stato portato nel carcere Pietro Cerulli di Trapani, dovendo espiare la pena detentiva residua di 6 anni e 6 mesi di reclusione.

Salvatore Accardi, 59 anni

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