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07.02.2024

Una Peste Nera fatta in casa

di Redazione | 2 min di lettura
Una Peste Nera fatta in casa

In un mondo dove guerra, distruzione, polarizzazione politica ed emergenza climatica regnano
sovrani, una nuova minaccia sembra apparire sommessamente dall’orizzonte cremisi del nostro
ipotetico futuro: un “covid killer”, che detiene il record del 100% delle vittime uccise. Non è un
incubo febbrile né la tragica premonizione di un allarmista qualsiasi: è tutto vero, sebbene ancora si
sappia davvero poco in merito.

“GX_P2V”, questo è il nome del nuovo virus, parente stretto del Covid-19, che nelle ultime settimane
sta mettendo in allarme la comunità scientifica internazionale. Scoperto nel 2017 come patogeno
correlato a SARS-Cov-2, sotto il nome di “Covid GX/2017”, questo virus è rimasto per anni
conservato in un laboratorio di Pechino, adattandosi alla coltura cellulare e gradualmente mutandosi
nel GX_P2V che adesso preoccupa tanto gli scienziati di tutto il mondo. Prendendo in esame lo studio
di alcuni scienziati cinesi, avvenuto sotto la coordinazione di Lai Wei, Shuiqing Liu e Shanshan Lu
del College of Life Science and Technology dell’Università di tecnologia chimica di Pechino e
pubblicato sull’archivio online bioRxiv, questo nuovo virus sembrerebbe causare un’infezione letale
nell’ospite, culminante il 100% delle volte con la morte dell’infetto. I test sono stati effettuati su topi
hACE2, ossia roditori “umanizzati” tramite una variazione genetica in grado di esprimere il recettore
ACE2 umano, e – come detto – a causa di infezioni alla trachea, polmoni, ossa, occhi ed in modo più
impattante al cervello, ognuno di questi è terminato con il decesso dell’ospite.

Inutile dire che uno studio così rischioso e pericoloso sia stato aspramente criticato da diversi
scienziati da tutto il mondo. Ad esempio, su X il dottor Gennadi Glinsky, professore in pensione della
School of Medicine di Stanford, ha scritto: “Questa follia deve essere fermata prima che sia troppo
tardi”. Un esperto di malattie infettive dell’University College di Londra, Francois Balloux, ha invece
espressamente definito questo studio cinese come “uno studio terribile, totalmente inutile
scientificamente”.

È forse questo il futuro che ci aspetta nei prossimi anni? Una nuova pandemia, ma molto più violenta
e letale della precedente? Si tratta forse di una nuova arma biologica, sviluppata volontariamente
proprio con l’intento di uccidere? Queste sono domande che ormai quasi tutti ci siamo posti, ma a cui
ancora è estremamente difficile rispondere, data la pochezza delle informazioni pervenute e
l’annebbiante disinformazione al riguardo.

Francesco Agati III A, Liceo Classico “Nicola Spedalieri” – Catania

 

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