Il 20 gennaio Acireale si sveglia in festa. È il giorno di San Sebastiano, il Santo più amato dagli acesi.Una tradizione che va avanti da oltre 500 anni e che richiama migliaia di fedeli.
Dopo una preparazione di molti mesi, la giornata si apre col momento più toccante della festa, ossia l’apertura della cappella dove ogni devoto ristabilisce, dopo un anno di
attesa, il primo contatto visivo col Santo martire. Si prosegue con la traslazione del fercolo sul baiardo e con il solenne pontificale presieduto
da Sua Eccellenza Monsignor Antonino Raspanti.
Alle ore 11 circa, il Santo Martire si affaccia dal sagrato della Basilica e viene accolto dalla
città. Al tintinnio della campanella del “mastro di vara” segue la trionfale uscita del fercolo che, spinto dai devoti scalzi, compie una manovra estremamente delicata ad una velocità non indifferente: ha inizio così il “giro penitenziale”, dove San Sebastiano verrà portato per le vie cittadine durante l’arco della giornata.
Lungo il tragitto risaltano i costumi tipici della devozione per San Sebastiano: i devoti, infatti, indossano un
maglione color carne, rappresentante la nudità del Santo e con i bordi rossi che rappresentano il martirio. Elemento non secondario dell’abito del devoto è la tipica fascia che,all’epoca della peste, nascondeva le piaghe causate dalla malattia; inoltre, ogni devoto circonda il proprio capo con un fazzoletto che indicava chi era guarito dalla peste. Uniti in festa i fedeli proseguono il loro cammino nella famosa “via San Biagio” dove il peso del fercolo e del baiardo viene caricato sulle spalle dei
devoti che devono condurlo fino alla Chiesa del Convento.
Oggi il percorso è reso più agevole dalle modifiche apportate alla via; un tempo non era così viste le irregolarità della strada percorsa. La giornata prosegue poi con le tappe rimaste: la “pescheria” dove il Santo viene accolto da uno spettacolo pirotecnico; la Basilica dove ha luogo la benedizione per coloro che sciolgono il voto e concludono il “mezzo giro”
e per quelli che iniziano l’altra metà del “giro penitenziale”, che porterà alla conclusione della festa.
Tra i momenti più emozionanti c’è la commemorazione della partenza dei soldati acesi per la Grande Guerra, miracolosamente tornati incolumi dopo aver incrociato il volto di Sebastiano: da allora, ogni anno il fercolo viene salutato dal fischiettio di un treno che rievoca quanto accaduto nel lontano 1915. La serata
prosegue ed il Santo Martire attraversa tutte le vie cittadine rimaste, accogliendo preghiere dai suoi devoti.
Siamo quasi arrivati alla conclusione della festa, che culminerà con il rientro del fercolo in corsa,
e questa sarà l’ultima occasione,per i devoti, di ammirare il volto del loro
amato Capitano prima della chiusura delle porte della cappella al grido
“viva Sammastianu”.

Diego Franco 4ASU liceo Regina Elena, Acireale