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07.05.2026

Spari davanti a una barberia a San Cristoforo: arrestato il nipote del boss “Turi” Cappello

di Redazione

Durante gli spari ferito un pregiudicato ai domiciliari con permesso di lavoro ma non era l'obiettivo

Spari davanti a una barberia a San Cristoforo: arrestato il nipote del boss “Turi” Cappello
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La Polizia di Stato ha eseguito una misura cautelare custodiale nei confronti di Rosario Litteri, di 22 anni, ritenuto gravemente indiziato dei reati di porto e detenzione illegale di arma in luogo pubblico e lesioni personali aggravate.

Il provvedimento, emesso il 20 aprile 2026 dal Gip del Tribunale di Catania su richiesta della Procura Distrettuale della Repubblica, arriva al termine di un’attività investigativa coordinata dagli inquirenti e condotta dagli agenti della Sezione Reati contro la Persona della Squadra Mobile della Questura etnea.

Il ferimento davanti a una barberia di San Cristoforo

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, e fermo restando il principio di presunzione di innocenza valido fino a sentenza definitiva, il giovane – nipote del noto Salvatore Cappello, detto “Turi”, storico capo dell’omonima famiglia mafiosa – sarebbe l’autore del ferimento avvenuto il 10 febbraio 2026 nel quartiere San Cristoforo.

Quel giorno un cittadino catanese venne raggiunto da un colpo d’arma da fuoco alla gamba sinistra mentre si trovava davanti a una barberia della zona.

L’uomo ferito, che si trovava agli arresti domiciliari con permesso di lavoro presso il salone da barba, si era presentato successivamente in ospedale, dove i medici gli avevano diagnosticato una “frattura comminuta della tibia sinistra”, con una prognosi di 30 giorni.

Le indagini tra video, intercettazioni e scooter sequestrato

Le indagini sono partite proprio dalla segnalazione dei sanitari del nosocomio che avevano preso in cura il ferito.

Gli investigatori hanno raccolto diversi elementi attraverso:

  • l’analisi delle immagini di videosorveglianza
  • le attività tecniche investigative
  • il sequestro dello scooter riconducibile a Litteri, trovato sul luogo del ferimento con il bloccasterzo disinserito

Determinante sarebbe stato anche il comportamento del giovane che, subito dopo i fatti, si sarebbe reso irreperibile per alcuni giorni, per poi presentarsi spontaneamente negli uffici della Squadra Mobile con un aspetto fisico diverso rispetto al passato.

Secondo quanto emerso nel corso delle investigazioni, il bersaglio dell’azione armata sarebbe stato in realtà un altro soggetto che frequentava la barberia.

Il trasferimento nel carcere di piazza Lanza

Conclusi gli adempimenti di rito, Rosario Litteri è stato trasferito nel carcere di piazza Lanza, dove resta a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

Le immagini video