AUGUSTA – La nave Trenton (in foto), appartenente alla sesta flotta della Us Navy, con a bordo 40 superstiti di un naufragio avvenuto martedì 12 giugno, di mattina, è ricomparsa al largo del porto di Augusta, in provincia di Siracusa. La nave per ore aveva atteso le istruzioni del Centro di coordinamento dei soccorsi di Roma che però non sono mai arrivate.
Si capisce che l’intenzione dei superstiti fosse quella di sbarcare nel porto di Augusta, dopo circa 3 giorni trascorsi in mare a bordo della Trenton, aspettando una qualsiasi indicazione o permesso per farli attraccare al porto a loro più vicino. Il viaggio della speranza si è però trasformato in tragedia anche questa volta. Sarebbero, infatti, 12 i cadaveri gettati in mare per mancanza di celle frigo sulla nave, notizia ancora non confermata ufficialmente dalla Us Navy.
Il comando della 6/a flotta Usa, in una nota diffusa poco fa, si limita ad affermare che la nave Trenton ha recuperato “40 persone in difficoltà“, che sono state “immediatamente portate a bordo e rifornite di cibo, acqua, vestiti e cure mediche“, ma non si fa alcun riferimento nel comunicato alle vittime del naufragio. Gli Usa, prosegue la nota, “sono in contatto con i loro partner internazionali per decidere dove dovranno essere sbarcati i sopravvissuti”.
Inoltre, pare che la nave americana abbia chiesto alla ong tedesca Sea Watch di prendere in carico i migranti sopravvissuti, ma quest’ultima avrebbe risposto che finché non ci saranno certezze sull’apertura dei porti italiani non potrà effettuare il trasbordo. Adesso il governo italiano dovrà decidere se autorizzare o meno l’ingresso della nave americana nel porto siciliano.
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