SIRACUSA – Nel corso della notte è stata data esecuzione a 14 provvedimenti cautelari, di cui 4 di custodia cautelare in carcere e 10 di sottoposizione agli arresti domiciliari, emessi in data 23 gennaio scorso dal Giudice per le indagini Preliminari di Siracusa su richiesta della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa a seguito di informativa di reato depositata dalla Stazione Carabinieri di Avola. I 14 soggetti sono ritenuti responsabili dei delitti di cui agli artt. 81 e 110 del Codice Penale e 73 D.P.R. nr. 309/90 – Testo unico delle leggi in materia di stupefacenti e sostanze psicotrope, per avere, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso e agendo in tempi diversi, in concorso tra loro, acquistato, trasportato, commerciato, venduto, ceduto e, comunque, detenuto illecitamente sostanze stupefacenti del tipo “cocaina”, “hashish” e “metadone”, fatti verificatosi ad Avola e Catania tra il mese di novembre 2015 ed il mese di gennaio 2016. In particolare il G.I.P. di Siracusa ha disposto l’applicazione della misura cautelare a carico delle seguenti persone:

L’operazione è stata convenzionalmente denominata “Notte Bianca” sia in riferimento al colore della sostanza stupefacente del tipo cocaina che veniva spacciata dagli arrestati, sia perché l’attività illecita di approvvigionamento e spaccio veniva posta in essere quasi esclusivamente in orario notturno, il tutto con il chiaro intento di eludere eventuali controlli da parte delle forze dell’ordine. L’illecito fiorente mercato fruttava migliaia di euro a settimana.
L’indagine prende spunto dall’attività informativa posta in essere sul territorio dai Carabinieri della Stazione di Avola i quali, nell’estate del 2015, hanno intensificato i servizi preventivi e repressivi al fine di contrastare il fenomeno dello spaccio e del consumo di stupefacenti, in particolare tra i più giovani. Le informazioni raccolte, messe a sistema tra di loro, hanno portato all’arresto in flagranza per il reato di detenzione ai fini di spaccio di sostanza stupefacente di Antonino Lazzaro, operato in data 10 ottobre 2015, quando i Carabinieri del Comando Stazione di Avola trovarono l’uomo in possesso di oltre 100 grammi di hashish.
A seguito di tale arresto prende il via l’indagine vera e propria, condotta a stretto contatto con il Dott. Vincenzo Nitti, Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Siracusa, e posta in essere sostanzialmente facendo ricorso a due metodologie investigative:
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L’attività investigativa ha consentito di disarticolare una fiorente attività di spaccio che si svolgeva su tutto il territorio di Avola e che vedeva nel catanese Antonino Vicino il canale di approvvigionamento comune ai vari indagati. In particolare, Antonino Vicino era solito cedere quantitativi di stupefacente del tipo cocaina in pietra a Liotta Gianluca e Guastella Michele, che rivendevano la sostanza agli altri indagati che, a loro volta, si dedicavano allo spaccio di strada. Le intercettazioni hanno consentito di appurare che Guastella e Liotta operavano sia in concorso tra di loro, recandosi insieme a Catania per acquistare e successivamente rivendere lo stupefacente, sia autonomamente, senza che l’uno sapesse dell’attività dell’altro. A seguito del loro arresto, entrambi hanno mantenuto i contatti con Vicino Antonino, inviando altri soggetti a Catania per acquistare lo stupefacente e continuare l’illecita attività. Sono infatti ben 25 i viaggi documentati fatti da Avola a Catania per acquistare stupefacente, in media 10-15 grammi per volta, con frequenza anche quotidiana: tutti elementi sintomatici che qualificano Vicino Antonino come il canale di approvvigionamento dello stupefacente.
Se Vicino Antonino era il canale di approvvigionamento dello stupefacente, Liotta Gianluca e Guastella Michele assumo sicuramente un ruolo di predominanza rispetto agli altri indagati: sono loro, infatti, che forniscono agli altri indagati lo stupefacente da spacciare e sono sempre loro che, nonostante arrestati e sottoposti a provvedimenti limitativi della libertà personale, continuano a dare istruzioni ed a gestire lo spaccio in strada. Non a caso, Liotta Gianluca dovrà rispondere anche del reato di evasione in quanto è stato documentato che, dopo essere stato tratto in arresto e sottoposto al regime degli arresti domiciliari, evadeva ripetutamente al fine di continuare a dedicarsi all’attività di spaccio.
Nel corso della complessa attività, sviluppata in un lasso temporale circa 5 mesi, sono stati conseguiti i seguenti risultati:
Inoltre, 3 degli indagati sono stati deferiti a piede libero per detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti e 4 giovani ragazzi del posto sono stati segnalati alla Prefettura di Siracusa in quanto trovati in possesso di modiche quantità di stupefacente acquistate dai soggetti nei cui confronti venivano svolte le indagini.
A seguito di tali attività svolte nella flagranza del reato nel corso delle investigazioni si è proceduto al sequestro di quanto segue: