L'organizzazione Gruppo d'intervento giuridico ha inoltrato una domanda ufficiale per ottenere documenti pubblici e delucidazioni ecologiche
L’associazione ecologista Gruppo d’intervento giuridico (GrIG) sollecita controlli più rigidi riguardo i futuri dissalatori previsti per Panarea, Stromboli, Alicudi e Filicudi (nell’arcipelago delle Eolie).
Il fulcro dei timori, ampiamente condivisi dalla popolazione locale, riguarda le potenziali conseguenze del rilascio dei residui di lavorazione nell’ecosistema acquatico, focalizzandosi in modo specifico sulle distese sottomarine di Posidonia oceanica.
L’organizzazione ha inoltrato una domanda ufficiale per ottenere documenti pubblici e delucidazioni ecologiche, interpellando il Dicastero competente, l’amministrazione regionale della Sicilia, l’ente di tutela messinese, il Municipio di Lipari e il nucleo operativo ecologico dell’Arma, notificando il fascicolo pure alla magistratura peloritana.
La sigla rammenta come tali infrastrutture debbano obbligatoriamente superare un’analisi d’impatto sul territorio, oltre a dover ricevere i necessari nullaosta per i riversamenti in mare.
Riguardo alle zone di Alicudi e Panarea sembrano già esserci state deliberazioni positive, sebbene restino del tutto ignoti i responsi delle pratiche relative a Filicudi e Stromboli. L’arcipelago eoliano, difeso da rigide restrizioni panoramiche, rientra all’interno del circuito Natura 2000 ed è internazionalmente celebrato quale eredità globale dell’umanità.
Di conseguenza, l’ente preme affinché si svolgano attente ispezioni preliminari circa le ricadute immediate e collaterali di queste iniziative strutturali, esigendo fermamente che la difesa della la tutela dell’ecosistema marino resti una priorità.