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07.11.2025

Siracusa, disordini e violenze fuori dallo stadio: dopo i tre arresti, altri 20 ultras individuati e denunciati

di Redazione | 2 min di lettura
Siracusa, disordini e violenze fuori dallo stadio: dopo i tre arresti, altri 20 ultras individuati e denunciati
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SIRACUSA – Disordini e violenze fuori dallo stadio “Nicola De Simone” di Siracusa in occasione della partita Siracusa–Casarano del 25 ottobre scorso, valevole per il campionato di Serie C – Girone C.

Pochi istanti prima dell’inizio dell’incontro, un gruppo di ultras appartenenti alla frangia più “calda” del tifo aretuseo, riunitosi in piazza Cuella e rimasto fuori dall’impianto in segno di protesta per i risultati della squadra, ha dato origine a gravi episodi di violenza.

Gli ultras hanno lanciato fumogeni, bombe carta, bottiglie e pietre contro le forze dell’ordine, creando panico tra i passanti e mettendo in pericolo l’incolumità degli agenti impegnati nel servizio di ordine pubblico.

Le indagini della Polizia di Stato

Grazie al lavoro congiunto della Digos e della Polizia Scientifica della Questura di Siracusa, già nei giorni successivi agli scontri erano stati arrestati tre soggetti ritenuti responsabili dei più gravi episodi di violenza.

Le indagini, però, non si sono fermate: attraverso una minuziosa analisi dei filmati e delle immagini raccolte, gli investigatori hanno individuato altri venti ultras coinvolti negli scontri, denunciati all’Autorità giudiziaria per i reati di lancio di oggetti pericolosi, accensione e lancio di petardi illegali e, per alcuni di loro, violazione del Daspo già in corso.

Daspo per venti tifosi violenti

A seguito delle denunce, la Divisione Anticrimine della Questura ha predisposto venti nuovi provvedimenti di Daspo sportivo, firmati dal Questore di Siracusa, che impediscono agli indagati l’accesso a tutti gli impianti sportivi sul territorio nazionale.

Le notifiche sono tuttora in corso.

La linea dura contro la violenza negli stadi

L’intervento conferma la linea di tolleranza zero della Polizia di Stato e della Procura aretusea nei confronti di chi trasforma lo sport in un pretesto per delinquere.

Con i nuovi Daspo, gli inquirenti intendono ripristinare la sicurezza e l’ordine pubblico, ribadendo che gli stadi devono restare luoghi di aggregazione, non di violenza.

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