Maxi indagine della Guardia di Finanza: 26 indagati tra manager e imprenditori

Maxi indagine della Guardia di Finanza: 26 indagati tra manager e imprenditori

SICILIA – Un’articolata indagine condotta dal Nucleo PEF della Guardia di Finanza ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 26 persone, tra manager e imprenditori, accusati a vario titolo di riciclaggio di denaro, evasione fiscale e reati contro la pubblica amministrazione, ferma restando la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.

Fatture false e fondi neri: il sistema illecito

Le investigazioni hanno consentito di smascherare un complesso sistema criminale basato sull’emissione di fatture per operazioni inesistenti, utilizzate per evadere il fisco, creare fondi neri e finanziare presunte commesse corruttive.

Secondo gli inquirenti, il meccanismo serviva a riciclare ingenti somme di denaro di provenienza illecita.

Il “meccanismo di monetizzazione”

Dalle intercettazioni e dagli accertamenti investigativi è emerso un sistema definito dagli inquirenti come “complesso e ingegnoso meccanismo di monetizzazione”, attraverso il quale gli indagati avrebbero trasformato denaro illecito in disponibilità apparentemente lecite.

Il profitto illecito ricostruito ammonterebbe ad almeno 590mila euro.

Irregolarità negli appalti e concorrenza falsata

L’inchiesta ha evidenziato anche un quadro indiziario relativo a violazioni della libera concorrenza e irregolarità nelle forniture alla pubblica amministrazione.





Elementi che aggravano il contesto investigativo e delineano un sistema radicato.

Corruzione per ottenere commesse

Tra gli indagati, un imprenditore avrebbe ottenuto, secondo l’accusa, commesse di rilievo attraverso pratiche corruttive, assicurandosi accesso ai vertici di importanti clienti e gestione di pagamenti finalizzati a mantenere rapporti privilegiati nel tempo.

I reati contestati

Dal decreto di perquisizione emergono diverse ipotesi di reato corruzione, riciclaggio e autoriciclaggio, turbativa d’asta e traffico di influenze illecite.

Indagini coordinate dalla Procura

L’attività investigativa è coordinata dai procuratori aggiunti Giuseppe De Falco e Giuseppe Cascini, insieme ai pubblici ministeri Lorenzo Del Giudice e Gianfranco Gallo.

Presunzione di innocenza

Si ricorda che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che per tutti gli indagati vige il principio della presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva.