Rivolta nel carcere di Siracusa: alcuni agenti di polizia si sono lanciati dal tetto da circa 4 metri per sfuggire a pietre e sbarre di ferro
Alcuni agenti di polizia penitenziaria in servizio nel carcere di Siracusa si sono lanciati dal tetto, da un’altezza di circa quattro metri, per sfuggire al lancio di pietre da parte dei detenuti.
Gli agenti hanno riportato traumi e contusioni, ma nessuno sarebbe in pericolo di vita.
L’episodio è avvenuto giovedì, ma è stato reso noto soltanto ora. La vicenda si è verificata durante la rivolta di un gruppo di detenuti, che, secondo una prima ricostruzione, sono saliti sul tetto danneggiando i pannelli fotovoltaici.
I detenuti avrebbero poi utilizzato pietre, calcinacci e sbarre di ferro contro gli agenti intervenuti per riportare la situazione sotto controllo.
Almeno sei o sette poliziotti penitenziari sono saliti sul tetto muniti soltanto degli scudi. Di fronte al lancio di oggetti, alcuni di loro hanno deciso di lanciarsi nel vuoto per mettersi in salvo.
“C’è un aspetto sul quale pretendiamo immediatamente chiarezza: chi ha deciso, disposto o autorizzato che gli agenti salissero sul tetto per fronteggiare detenuti che avevano a disposizione pietre, calcinacci e sbarre di ferro?” si domanda Aldo Di Giacomo, segretario generale del Sindacato polizia penitenziaria che ha chiesto la rimozione del direttore e del comandante del carcere di Siracusa e l’immediata apertura di un’inchiesta amministrativa.
“Chiediamo di capire se le regole d’ingaggio previste per fronteggiare situazioni così caotiche e critiche siano state applicate correttamente. Riteniamo inaccettabile che un numero così limitato di facinorosi abbia potuto determinare un tale livello di violenza e mandare in ospedale ben dieci unità della polizia penitenziaria” aggiunge Giuseppe Argentino, segretario provinciale dell’Organizzazione sindacale autonoma polizia penitenziaria.