Cerca di prendere bombola di gas per scaldarsi: titolare lo pesta, lo lega e lo appende a una trave

Cerca di prendere bombola di gas per scaldarsi: titolare lo pesta, lo lega e lo appende a una trave

VITTORIA – La Polizia di Stato – squadra mobile e commissariato di Vittoria – ha sottoposto a fermo di Polizia Giudiziaria Rosario Dezio, 40 anni, per lesioni gravi. Dovrà rispondere anche di sequestro di persona e porto d’armi.

La Procura della Repubblica di Ragusa ha chiesto la convalida del fermo operato dalla Polizia di Stato ed il giudice per le indagini preliminari, riscontrando positivamente i gravi indizi di reato raccolti dagli investigatori della squadra mobile e del commissariato, ha applicato la misura cautelare degli arresti domiciliari, anche se non ha segnalato il pericolo di fuga.

Giorno 15 febbraio si era presentato un cittadino rumeno nel commissariato di Vittoria  per denunciare Rosario Dezio per averlo malmenato. In sede di denuncia aveva riferito che altri 2 suoi connazionali si erano rifugiati in un casolare abbandonato, da lui utilizzato come dimora. Aveva dichiarato che i 2 connazionali, poco prima della denuncia, erano stati nuovamente picchiati e portati via con la forza dopo essere stati nuovamente feriti gravemente dal loro titolare.

Considerato quanto raccontato, gli uomini della squadra mobile e del commissariato si erano recati nel casolare per constatare la presenza di persone ferite e prestare loro soccorso. All’interno non c’era nessuno e, quindi, le ricerche erano state estese nell’azienda agricola di Dezio.

Dentro una delle “abitazioni” fatiscenti ricavate nell’azienda è stato trovato nascosto sotto le coperte e dolorante in ogni parte del corpo, un giovane rumeno che non proferiva alcuna parola in quanto era evidente fosse terrorizzato. Il racconto del denunciante, per quanto quasi incredibile, aveva iniziato ad avere dei fondamenti di verità che piano piano sono stati chiariti in ogni parte.

Immediatamente è stato richiesto l’invio in ospedale dei 3 rumeni per le cure del caso.

Il 40enne, in modo spavaldo ha ammesso di averli picchiati perché li aveva sorpresi a rubare una bombola di gas, senza però aggiungere con quali modalità lo aveva fatto.

Dalle brevi quanto accurate indagini è stato possibile appurare che 2 operai della ditta, facendo molto freddo, avevano deciso di notte di rubare una bombola di gas per riscaldarsi.





Mentre stavano effettuando il furto in uno dei magazzini presenti in azienda, per altro a pochi passi dalle loro “abitazioni”, Dezio li aveva colti sul fatto. Uno di questi si era nascosto senza essere visto, mentre l’altro è stato brutalmente picchiato con il calcio di un fucile, pugni e colpi di bastone.

Al fine di impartire la “giusta” lezione, Dezio aveva imbracciato il fucile (regolarmente detenuto) esplodendo alcuni colpi d’arma da fuoco allo scopo di terrorizzarlo, il tutto mentre l’amico rumeno osservava dal suo nascondiglio.

La vittima, mentre Dezio ricaricava il fucile, si era dato alla fuga insieme al compagno di lavoro lungo le serre. Dopo aver vagato per diverse ore in tempo di notte, i 2 rumeni avevano trovato rifugio da un loro connazionale in un casolare abbandonato. La mattina seguente una delle vittime aveva chiesto ad un amico di portargli da mangiare perché stava morendo di fame. Il connazionale è stato probabilmente seguito mentre portava il cibo da Dezio e da un suo collaboratore (anch’esso denunciato). Non appena all’interno del casolare, alle spalle del connazionale con i viveri, il 40enne aveva iniziato a picchiare con un bastone tutti e tre i rumeni ferendoli in più parti del corpo. Il suo accanimento era rivolto ad uno di loro, difatti gli altri due hanno riportato lesioni guaribili in pochi giorni.

Per continuare il pestaggio e quindi la “lezione”, Dezio aveva portato nuovamente in azienda i 2 operai contro la loro volontà. Colui che era riuscito a nascondersi era stato malmenato e allontanato, mentre colui che era stato colto in flagranza era stato chiuso all’interno di un garage, legato mani e piedi e appeso ad una trave. Una volta reso inerme, Dezio lo aveva picchiato selvaggiamente con un bastone in legno, procurandogli lesioni guaribili in almeno 45 giorni con le fratture in più parti del corpo.

Il rumeno è stato letteralmente privato della libertà per almeno due ore, tanto che Dezio dovrà rispondere di sequestro di persona, oltre che delle lesioni gravi. La vittima ha riacquistato la libertà solo perché un congiunto di Dezio lo aveva liberato, pur avendo anch’egli preso parte al pestaggio in concorso morale, rafforzando i propositi criminali dell’odierno fermato.

La Polizia di Stato ha ritirato le armi detenute legalmente effettuando diversi sopralluoghi nel garage dell’azienda dove era avvenuto il sequestro di persona e il pestaggio. Inoltre sono stati effettuati sopralluoghi da parte della Polizia Scientifica nel casolare abbandonato dove si erano rifugiati i tre rumeni.

Non appena il nosocomio ha riferito della gravità delle lesioni riportate, considerato che Dezio per paura delle conseguenze penali della condotta da lui tenuta potesse allontanarsi dal territorio, gli uomini della Polizia di Stato si sono subito messi alla ricerca individuandolo in auto. Dopo averlo identificato, il pomeriggio del 15, il 40enne è stato sottoposto a fermo per i gravi indizi di reato raccolti a suo carico, in particolar modo per le genuine testimonianze delle vittime ed il materiale sequestrato a seguito del sopralluogo della Polizia Scientifica: le corde utilizzate per legare una delle vittime.

Per aver contribuito a vario titolo, in concorso col titolare dell’azienda, alla commissione dei reati, sono stati denunciati 2 congiunti del fermato ed un altro dipendente della ditta.