SIRACUSA – Sono stati rinviati a giudizio con l’accusa di omicidio colposo in concorso 8 medici e un perito della Corte di Appello di Catania, ritenuti responsabili della morte di un detenuto avvenuta nel carcere di Siracusa dove stava scontando una condanna all’ergastolo. La decisione è stata assunta dal gup del tribunale di Siracusa al termine dell’udienza preliminare che si è tenuta giovedì 14 giugno al palazzo di giustizia.
La vittima è Alfredo Liotta, 41 anni, originario di Adrano, in provincia di Catania, riconosciuto colpevole di associazione mafiosa e omicidio aggravato e deceduto il 26 luglio del 2012. L’uomo era in attesa dell’udienza alla Corte di Cassazione per l’annullamento della sentenza di condanna, ma avrebbe avvertito dei malori. I medici del carcere di Cavadonna sarebbero intervenuti ma, nonostante l’evidente deperimento fisico, non avrebbero disposto il trasferimento in una struttura ospedaliera, convinti che Liotta stesse invece simulando una patologia.
Il detenuto alla fine smise di mangiare e fu trovato cadavere una mattina nella sua cella. Una morte per la quale la moglie, Patrizia Savoca, da quasi 6 anni chiede di fare chiarezza. Il decesso in carcere dell’ergastolano per malasanità provocò una dura presa di posizione da parte dell’Associazione Antigone che, nel 2013, presentò un’ulteriore denuncia alla Procura della Repubblica di Siracusa nei confronti della direzione sanitaria dell’istituto di pena.
Dopo gli interventi del rappresentante della pubblica accusa, del difensore dell’Associazione Antigone e dei difensori degli imputati, il gup Anna Pappalardo ha emesso il decreto di rinvio a giudizio nei confronti degli 8 medici e del perito della Corte di Appello di Catania incriminati.
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