È mancato il coraggio: il Palermo ritorna da Parma a mani vuote

È mancato il coraggio: il Palermo ritorna da Parma a mani vuote

PALERMO – Un Palermo decimato, con una difesa inedita, con il suo centrocampista di maggior talento bloccato dall’influenza e con il capocannoniere in panchina, non ha sfigurato al cospetto di Vazquez e compagni, ma ha perso per mancanza di coraggio. A Parma, causa infortuni e indisponibilità, i rosanero sono scesi in campo con una formazione dettata dall’emergenza con in difesa Mateju centrale, Graves a sinistra e Buttaro a destra, con un centrocampo formato da destra a sinistra da Valente, Segre, Gomes, Saric e Aurelio e con Tutino e Soleri in attacco.

Il Palermo, a differenza delle recenti partite, ieri non ha sofferto la sindrome de primo tempo. Si è subito ben posizionato in campo ed ha giostrato con personalità pur concedendo qualche occasione agli avversari, che hanno sfoggiato un Vazquez in gran spolvero. Il Mudo ha fatto stropicciare gli occhi al pubblico del Tardini e persino ai quasi quattromila tifosi rosanero presenti sugli spalti con delle giocate in cui tecnica e senso tattico si fondono e davanti a cui da avversari bisogna accettare e riconoscere la classe di un campione.

In ogni caso, c’è rammarico perché il Palermo non ha mai dato l’impressione di essere inferiore al Parma pur con il Vazquez di ieri. Ha manovrato a tratti con autorità, ma non ha avuto, probabilmente, il coraggio di affondare i colpi.

Per quanto riguarda i gol subiti, sia il primo di Benedyczak al 32° minuto di gioco sia il secondo di Coulibaly al 32° della ripresa, sono scaturiti da due dormite della difesa rosanero. Il primo, inoltre, è stato propiziato da un calcio d’angolo inesistente. La dormita, in questa occasione, è dimostrata dal fatto che l’unico ad aver tentato di contrastare il tiro di Benedyczak è stato Soleri.

Nell’occasione del secondo gol del Parma, la dormita è stata ancora più profonda: Vazquez, dopo aver seminato il panico ai limite dell’area rosanero, ha provato il tiro sul quale Pigliacelli si è prodotto in una respinta su cui si è avventato Coulibaly lestissimo a sorprendere Lancini e ad adagiare in rete con gli uomini in maglia rosa immobili.



Da sottolineare, ancora per dimostrare quanto il Palermo ieri non abbia sfigurato malgrado le assenze, la pronta reazione della squadra rosa dopo aver subito il primo gol: dopo appena dieci minuti, al 41°, c’era stato il pareggio per merito di Soleri, al quarto gol stagionale, bravissimo ad approfittare di un erroraccio di Valenti in fase di ripartenza.

La mancanza di coraggio è confermata dalla rinuncia al 20° della ripresa a Tutino, motivato da ex a ben figurare e fino ad allora lottatore su ogni pallone insieme a Soleri. A Tutino è subentrato Brunori ancora lontano dalla forma migliore.

Da rimarcare le buone prove di Aurelio nel doppio ruolo di quarto di difesa e di incursore sulla corsia sinistra e di Gomes, lucido e ordinato in mezzo al campo.

La sconfitta interrompe il filotto di sei risultati utili consecutivi dei rosanero, ma non chiude il discorso play off ancora apertissimo.