Ad assistere il capitano del peschereccio, l'avvocato Enrico Di Benedetto, del foro di Sciacca
Il tunisino 54 enne Moshen Lahmar, in carcere, in Italia, per 21 mesi, dal 18 febbraio 2023 fino al 19 novembre 2024, dovrà essere risarcito dallo Stato con 170mila euro dopo aver ricevuto l’assoluzione dall’accusa di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina.
Ad averlo deciso, la prima sezione penale della corte d’appello di Palermo (presidente Adriana Piras), che ha condannato il ministero dell’Economia e finanze a versare la somma al 54enne tunisino, comandante di un motopesca che salvò 11 migranti nel Canale di Sicilia, facendoli sbarcare a Lampedusa il 17 febbraio 2023.
Ad assistere il capitano del peschereccio, l’avvocato Enrico Di Benedetto, del foro di Sciacca. Nel processo svolto al tribunale di Agrigento, il pm aveva chiesto la condanna a nove anni di reclusione, utilizzando come prova un video che mostrava il peschereccio che trainava una piccola imbarcazione in ferro con a bordo undici persone.
Subito dopo lo sbarco, il comandante del motopesca dichiarava di essersi limitato a salvare dalle correnti i migranti rimasti senza motore e in balia del maltempo. Altri componenti dell’equipaggio, invece, lo accusavano di avere favorito gli scafisti. L’autorità giudiziaria ha però assolto il 54 enne e con questo, inizia la causa per il risarcimento per ingiusta detenzione.