Tirati giù dal camion, abbandonati per strada e sostituzione della motrice: così le rapine da 240mila euro – NOMI

Tirati giù dal camion, abbandonati per strada e sostituzione della motrice: così le rapine da 240mila euro – NOMI

PALERMO – La Polizia di Stato, in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa dal giudice per le indagini preliminari, su proposta della Procura della Repubblica di Palermo, ha arrestato i pregiudicati Giovanni Cerrito, 39 anni, Domenico Amari, 44 anni, Francesco Paolo Amari, 25 anni, Giuseppe Celauro, 24 anni, tutti residenti a Villabate, e Emilio Marchese, nato a Castelvetrano, 36 anni, ma residente a Bagheria, attualmente detenuto nel carcere “Pagliarelli” di Palermo per altra causa.

Tutti sono ritenuti responsabili a vario titolo di associazione per delinquere e della commissione di due violente rapine a danno di autotrasportatori del settore ittico.

L’attività d’indagine, condotta dai poliziotti della sezione “Reati contro il patrimonio” della Squadra Mobile, ha consentito di individuare un gruppo criminale dedito alla commissione di rapine.

In particolare, Cerrito, Francesco Paolo Amari e Celauro, che dovranno rispondere anche del reato di associazione per delinquere. Il 14 giugno del 2017, hanno realizzato la rapina di un container contenente 24 tonnellate di totani surgelati, del valore di circa 70.000 euro, a Carini.

In quell’occasione, i tre sodali, per impossessarsi del carico di pesce, avevano anche procurato lesioni a uno dei trasportatori.

Inoltre, i predetti Francesco Paolo Amari e Giuseppe Celauro, avvalendosi della collaborazione di Domenico Amari e Marchese, sempre con le medesime modalità di azione, il successivo 22 agosto, a Termini Imerese, nell’area di servizio di “Caracoli”, hanno compiuto un’ulteriore rapina ai danni di un autotrasportatore, impossessandosi di un container contenente 138 quintali di gamberi surgelati, del valore di circa 170.000 euro.





In entrambi i casi, la banda ha approfittato della circostanza che le vittime avessero raggiunto il luogo della consegna del loro carico con abbondante anticipo e che fossero quindi in sosta. Nel primo caso, dinanzi la sede della ditta consegnataria, nel secondo, in un’area di servizio.

Analoghe le modalità delle aggressioni che sono valse ai cinque, oltre che il reato di rapina aggravata, anche quelli di lesioni personali e sequestro di persona.

Gli autotrasportatori, colti di sorpresa nell’abitacolo dei loro rimorchi, sono stati tirati giù dai mezzi e costretti faccia a terra per svariati minuti, tempo necessario a sostituire la motrice con un secondo vettore che avrebbe trasportato il prezioso carico in zona “sicura”.

Le vittime sarebbero state, inoltre, condotte lontano dal luogo della rapina e abbandonate su strada.

Indagini sono in corso per verificare chi abbia beneficiato e quale sia stata la destinazione finale del grosso rifornimento di molluschi e crostacei.