CARINI – Scoperti e sottoposti alla misura degli arresti domiciliari ben 5 ragazzi di età compresa tra i 20 e i 30 anni. Nel mese di gennaio 2025 avrebbero brutalmente pestato e rapinato un giovane di provincia che aveva vinto 100mila euro al Gratta e Vinci. Alla prima aggressione hanno fatto seguito altre minacce e attacchi personali, terminati appunto con il riconoscimento degli assalitori grazie ai filmati di videosorveglianza.
Cinque arresti a Carini: l’inizio delle violenze
Il branco ha ben presto trasformato quella che per un giovane ragazzo doveva essere la svolta della vita, in un profondo calvario. La vicenda ha avuto inizio nel gennaio 2025, quando la giovane vittima ha vinto 100mila euro. La notizia però sembrerebbe essere trapelata e avrebbe attirato l’attenzione di un gruppo locale che da quel momento si è scatenato contro il ragazzo. Il 21 febbraio sarebbe scattata la prima di tante trappole: con l’inganno la vittima sarebbe stata attirata in una zona isolata. Qui, tre delinquenti con il volto coperto dal passamontagna, oltre che armati di bastoni e di un fucile a canne mozze, lo avrebbero accerchiato per poi terrorizzarlo, esplodendo colpi in aria e infine pestandolo brutalmente. Inoltre gli indagati avrebbero rubato al giovane contanti, cellulare e la carta del libretto postale, poi usata per eseguire prelievi illeciti.
Continua il calvario
Nonostante le minacce di morte la vittima ha comunque denunciato, segnando l’inizio di una spietata persecuzione. Il gruppo – a cui si sarebbe poi unita una donna di 29 anni, denunciata e attualmente a piede libero, avrebbe avviato una campagna di rappresaglie per costringere la vittima a ritirare la querela. La violenza non si sarebbe fermata alle parole in quanto il giovane, sarebbe stato addirittura investito con un’auto. E come se non bastasse, l’inevitabile effetto domino aveva già avuto inizio: le minacce di morte sarebbero state estese anche ai familiari della vittima. La punta dell’escalation sarebbe stata raggiunta il 5 novembre scorso quando, uno degli indagati, avrebbe accoltellato all’addome il ragazzo tra le vie del paese.
Le indagini e gli arresti
Le indagini più volte hanno subito rallentamenti a causa dei tentativi di inquinamento delle prove da parte del gruppo che, con articolate versioni, avrebbero cercato di sviare le indagini.
Incastrati finalmente i responsabili grazie ai filmati di videosorveglianza, ai tracciamenti dei prelievi bancari e complesse attività tecniche che hanno consentito di far emergere gravi indizi di colpevolezza.
A seguito dell’accusa di rapina aggravata, tentato omicidio, lesioni personali, porto di armi da fuoco, tentata estorsione, furto, indebito utilizzo di carta di credito, minaccia e appropriazione indebita, i cinque – ad esclusione della donna – hanno ricevuto la disposizione della misura degli arresti domiciliari con l’applicazione del braccialetto elettronico.



