PALERMO – Era stato condannato in primo grado a 22 anni di reclusione per omicidio volontario e rissa aggravata. Ieri è uscito dal carcere dopo che la pena gli era stata ridotta a tre anni. Francesco Autovino (51 anni), dopo aver scontato più di 2 anni e mezzo in carcere, è tornato in libertà.
Era il 22 giugno del 2016 quando a Partinico (Palermo), a seguito di una rissa, perse la vita Antonio Salvia di 23 anni. Il giovane era stato raggiunto da cinque coltellate da parte di Autovino. L’uomo era stato inizialmente accusato di omicidio colposo. Ieri, la sentenza è stata completamente ribaltata. Per la Corte presieduta da Angelo Pellino infatti, a scatenare l’aggressione fu un eccesso colposo di legittima difesa.
Il tragico evento fu il culmine di diversi scontri avvenuti precedentemente tra le due famiglie. Secondo la ricostruzione della Procura, tutto avrebbe avuto inizio nel maggio del 2016, quando l’auto degli Autovino andò misteriosamente a fuoco.
La famiglia si convinse che a causare l’incendio furono i Salvia e si scatenò una prima rissa che fu rapidamente sedata. Dopo questo primo episodio, i Salvia avrebbero deciso di farsi giustizia da soli. Antonio Salvia e Gianluca Rizzo si sarebbero presentati dagli Autovino armati di spranghe e mazze da baseball.
Secondo quanto sostenuto dalla difesa, i due avrebbero picchiato prima Francesco Autovino, poi i familiari. L’uomo a quel punto si sarebbe armato e, per difendere se stesso e la famiglia, avrebbe ucciso Salvia.
Accolta quindi l’impostazione difensiva dell’avvocato Baldassare Lauria. Secondo il legale di Autovino, a scatenare la violenza del 51enne fu la volontà di difendere la sua famiglia. A seguito di tale decisione potrebbe fare ricorso la Procura generale. Lo faranno probabilmente anche i legali di parte civile Cinzia Pecoraro, Michele Calantropo e Massimiliano Russo.
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