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22.11.2017

Traffico di animali protetti per le strade di Palermo, Cabs: “Lo Stato si disinteressa del suo patrimonio”

di Redazione | 1 min di lettura
Traffico di animali protetti per le strade di Palermo, Cabs: “Lo Stato si disinteressa del suo patrimonio”

PALERMO – Centinaia di specie protette di uccelli venduti liberamente a Ballarò, e decine di pesce spada sotto misura, tranquillamente esposti per le strade di Palermo.

“Nella piazza dell’Acquasanta – afferma, in una nota, il Cabs, nucleo di volontari antibracconaggio – i neonati di pesce spada sono riapparsi il giorno dopo l’intervento delle forze dell’ordine. Così avviene anche a Ballarò, dove domenica scorsa il mercato illegale degli uccellatori appariva ‘arricchito’ da decine di spadini posti in bella mostra a 20 euro al chilo”. I volontari del Cabs, che ormai da mesi denunciano, sul tema della conservazione della natura, le gravi e diffuse condizioni di illegalità che ci sono in città, nei giorni scorsi hanno riscontrato la vendita di pesce spada sotto misura nei quartieri Acquasanta, Arenella, Ballarò e Acqua dei Corsari. Le segnalazioni di banchi improvvisati arrivano anche da altre zone della città. A Ballarò, poi, erano esposti centinaia di esemplari di avifauna protetta come cardellini, verzellini, lucherini e altre specie ancora.

La norma, sia italiana che comunitaria, vieta la cattura e la vendita di questi animali e il reato include anche quello di ricettazione, essendo la fauna terreste omeoterma, “patrimonio indisponibile dello Stato”.

“A Palermo – conclude il Cabs – lo Stato sembra, però, disinteressarsi del suo patrimonio, visto che i bracconieri continuano a esercitare la loro attività direttamente alla luce del sole. Gravissima è poi la situazione relativa alla vendita degli spadini (pesce spada sotto misura). La legge impone una misura minima di 1,4 metri, ma nelle strade di Palermo si vendono neonati di pesce di non più di 70 centimetri, spada compresa. Quegli animali sono stati esposti tutto il giorno in strade di grande comunicazione”. 

Il Cabs ricorda, inoltre, come, per il mercato di Ballarò, sono ormai decine le denunce presentate, ma gli interventi sono palesemente insufficienti a debellare il fenomeno.

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