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13.07.2026

Detenuto aggredisce agenti del carcere di Piazza Lanza: tre all’ospedale

di Redazione | 3 min di lettura

L'uomo era sottoposto a sorveglianza speciale

Detenuto aggredisce agenti del carcere di Piazza Lanza: tre all’ospedale
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Aggressione all’interno del carcere Piazza Lanza di Catania. A rendersi protagonista della vicenda, un detenuto sottoposto a sorveglianza speciale, che si sarebbe scagliato contro alcuni agenti penitenziari, rendendo necessario il successivo trasporto in ospedale per tre di loro.

Detenuto aggredisce agenti penitenziari nel carcere di Catania

Il Sindacato autonomo polizia penitenziaria in una nota ha affermato quanto segue: “Quello di Catania non è un episodio imprevedibile: è l’ennesima conseguenza di criticità denunciate da mesi e rimaste senza risposta“.

“A pagare il prezzo dell’immobilismo – prosegue – sono, come sempre, i poliziotti penitenziari, lasciati soli a fronteggiare detenuti violenti, spesso affetti da gravi disturbi psichiatrici, in un istituto segnato da carenze di organico, strutture deteriorate e problemi organizzativi che richiedono interventi immediati”.

La nota del Sindacato

Per il Sappe “è intollerabile che, mentre chi lavora nelle sezioni detentive rischia quotidianamente la propria incolumità, una parte dell’Amministrazione continui a rifugiarsi nella burocrazia, rinviando decisioni non più procrastinabili“.

“Le richieste di ristrutturare padiglioni e sezioni ormai fatiscenti, di rafforzare gli organici e di garantire condizioni di lavoro dignitose sono sistematicamente ignorate. Questa inerzia – conclude – ha conseguenze precise e ricade interamente sulla pelle dei baschi azzurri“.

Giovanni Lo Schiavo: “Servono più assunzioni, strutture adeguate e tutele per la Polizia Penitenziaria”. L’appello al Comune: “Che fine ha fatto il Garante dei diritti dei detenuti?”

“L’ennesima aggressione ai danni di tre agenti della Polizia Penitenziaria nel carcere di Piazza Lanza dimostra, ancora una volta, quanto il sistema penitenziario italiano sia ormai sottoposto a una pressione insostenibile”. Lo afferma Giovanni Lo Schiavo, segretario provinciale della CISAL Catania, che esprime piena solidarietà ai tre poliziotti rimasti feriti durante il servizio.

“A loro – dichiara Lo Schiavo – va il sostegno della nostra organizzazione sindacale e l’augurio di una pronta guarigione. Quotidianamente gli uomini e le donne della Polizia Penitenziaria operano in condizioni estremamente difficili, garantendo sicurezza e legalità con grande spirito di servizio, spesso senza risorse adeguate”.

“Sovraffollamento e carenza di organico alimentano le tensioni”

Secondo la CISAL, l’aumento degli episodi di violenza all’interno degli istituti penitenziari è il sintomo di una crisi strutturale che da tempo interessa il sistema carcerario.

“Il sovraffollamento cronico, la grave carenza di personale e l’inadeguatezza delle strutture – prosegue Lo Schiavo – compromettono quotidianamente la sicurezza degli operatori e rendono sempre più complessa la gestione della popolazione detenuta. Gli organici non sono più sufficienti a garantire condizioni di lavoro sostenibili, con inevitabili ripercussioni sui turni di servizio, sul carico di stress e sulla qualità della vita degli agenti”.

“Le carceri non possono sostituirsi ai servizi sanitari”

Il segretario della CISAL evidenzia inoltre come gli agenti si trovino frequentemente a gestire detenuti affetti da gravi disturbi psichiatrici o da dipendenze patologiche.

“Situazioni che richiederebbero percorsi sanitari e assistenziali specifici – sottolinea – ma che, troppo spesso, ricadono esclusivamente sulle spalle della Polizia Penitenziaria, aggravando ulteriormente condizioni di lavoro già estremamente difficili”.

La richiesta: “Interventi strutturali e valorizzazione del personale”

Per la CISAL è ormai indispensabile un piano straordinario che affronti in maniera organica le criticità del sistema penitenziario.

“Servono nuove assunzioni, il potenziamento degli organici, la modernizzazione delle strutture, un maggiore sostegno psicologico agli operatori e un adeguato riconoscimento economico attraverso indennità commisurate ai rischi che il personale affronta quotidianamente”, afferma Lo Schiavo.

L’interrogativo al Comune: “Che fine ha fatto il Garante dei detenuti?”

Nel suo intervento, la CISAL richiama anche l’attenzione dell’Amministrazione comunale.

“Vorremmo sapere dal sindaco Enrico Trantino – conclude Giovanni Lo Schiavo – che fine abbia fatto il Garante cittadino dei diritti delle persone detenute, figura prevista dal regolamento approvato dal Consiglio comunale nello scorso mese di aprile. Si tratta di un organismo importante, chiamato a garantire un corretto equilibrio tra tutela dei diritti delle persone ristrette e funzionalità del sistema penitenziario. È necessario che venga reso pienamente operativo nel più breve tempo possibile”.

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