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19.05.2026

Palermo, sorpresi a rubare auto e moto: arrestati due uomini e denunciati tre minorenni

di Redazione | 3 min di lettura

L'esito delle verifiche

Palermo, sorpresi a rubare auto e moto: arrestati due uomini e denunciati tre minorenni
Indice

Il costante presidio del territorio esercitato anche attraverso l’azione di prevenzione del crimine da parte degli equipaggi di Volante della Polizia di Stato ha consentito, nelle scorse ore e in circostanze differenti, di arrestare due persone e denunciarne altre tre, poiché ritenute responsabili del reato di furto aggravato in concorso.

Controlli a Palermo

Nel primo caso, è intervenuta una pattuglia dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, per sventare il furto in atto di una moto, marca Piaggio.

Tutto è partito da una chiamata pervenuta al 112 NUE, da parte di un utente che ha segnalato la presenza di due persone, giunte a bordo di bicicletta elettrica in via dei Nebrodi che, mediante l’uso di un flex, stavano tentando di asportare un motociclo, assicurato con catena e parcato sulla pubblica via.

Il primo intervento degli agenti

Gli agenti, giunti immediatamente sul luogo segnalato, hanno notato i sospettati, corrispondenti alle descrizioni ricevute via radio. Quest’ultimi, accorgendosi della loro presenza, hanno cercato di dileguarsi a bordo del velocipede, ma i poliziotti li hanno subito raggiunti e fermati.

Nel corso del controllo, i due sono stati identificati per un 29enne ed un 28enne, entrambi palermitani. Inoltre, i poliziotti hanno rinvenuto, sulla pedana della bicicletta da loro utilizzata, una borsa con all’interno il flex.

Tornati sul luogo dell’intervento, gli agenti hanno infatti constatato che la catena che assicurava il
motoveicolo era danneggiata. Per i due giovani è scattato quindi l’arresto nella flagranza del
reato di tentato furto aggravato in concorso.

Il secondo furto sventato

Nel secondo episodio invece, hanno effettuato l’intervento gli equipaggi del commissariato di Pubblica Sicurezza “Zisa Borgo Nuovo”, denunciando tre minorenni.

Nello specifico, verso le cinque del mattino, la sala operativa ha diramato una nota riguardante una
vettura, Fiat Panda, abbandonata da tre ragazzi, al centro della carreggiata in via Bernini.

I poliziotti, giungendo prontamente sul posto e localizzando la vettura ferma nel mezzo della strada, hanno perlustrato le vie limitrofe alla ricerca dei tre sospettati. Una volta arrivati in via Tiepolo, hanno sorpreso un ragazzo fermo accanto ad una Fiat 600, e gli altri due intenti ad armeggiare al suo interno.

Alla vista degli agenti, i tre ragazzi hanno tentato di far perdere le proprie tracce dandosi alla fuga, e scappando in direzione via Uditore, ma gli equipaggi di polizia li hanno prontamente raggiunti e bloccati.

La denuncia di tre minori

Durante l’inseguimento tra l’altro, uno dei tre giovani, poi identificato per un 15enne, ha tentato di disfarsi di alcuni oggetti, poi recuperati dai poliziotti e consistenti in un cacciavite ed un emulatore per l’avviamento di emergenza.

La Fiat 600 su cui stavano armeggiando i tre fermati è risultata danneggiata nella parte della portiera lato guida, nel vano stereo, nella plastica sottosterzo e nel nottolino di accensione. Mentre sulla Fiat panda, anch’essa con diversi danni, ha consentito di appurare che era oggetto di furto.

I tre ragazzi, rispettivamente di 15, 16 e 17 anni, condotti negli uffici di polizia, prima di essere riconsegnati agli esercenti la responsabilità genitoriale, sono stati indagati in stato di libertà per i reati di tentato furto aggravato in concorso.

Il più piccolo, il 15enne, dovrà rispondere anche dei reati di ricettazione (in quanto era alla guida della Fiat Panda rubata) e detenzione, diffusione e installazione abusiva di apparecchiature, codici e altri mezzi atti all’accesso a sistemi informatici o telematici.

Note

Occorre però ricordare sempre che la responsabilità penale delle condotte elencate sarà definita solo dopo l’emissione di una, eventuale, sentenza passata in giudicato, in ossequio al principio costituzionale della presunzione di innocenza.

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