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04.10.2025

Palermo, due 16enni accusati di furti con “spaccata”: uno finisce in istituto penale, l’altro ai domiciliari

di Redazione | 1 min di lettura
Palermo, due 16enni accusati di furti con “spaccata”: uno finisce in istituto penale, l’altro ai domiciliari
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PALERMO – La Polizia di Stato ha dato esecuzione a un’ordinanza del GIP del Tribunale per i Minorenni di Palermo, applicando la custodia cautelare in istituto penale minorile a un ragazzo di 16 anni, identificato come N.A., e la misura della permanenza in casa a un coetaneo, V.E.M..

Entrambi sono già noti alle forze dell’ordine e ritenuti gravemente indiziati di aver commesso diversi reati contro il patrimonio.

La tecnica della “spaccata”

Le indagini, coordinate dalla Procura per i Minorenni di Palermo e condotte dalla V sezione della Squadra Mobile – Reati contro il Patrimonio, hanno ricostruito il presunto coinvolgimento dei due adolescenti in una serie di furti in esercizi commerciali sia a Palermo che in provincia.

Il modus operandi era sempre lo stesso: la cosiddetta “spaccata”, ossia l’utilizzo di veicoli rubati per sfondare le vetrine e introdursi nei locali.

L’accusa di tentata estorsione

Per N.A. sono emersi anche indizi relativi a un episodio di tentata estorsione con il metodo del “cavallo di ritorno”, che consiste nel rubare un veicolo e chiedere denaro al proprietario per la sua restituzione.

Collegamenti con altre operazioni

Questa attività investigativa è collegata a un’altra operazione dello scorso giugno, quando – su disposizione del GIP di Termini Imerese – furono emesse misure cautelari a carico di sette giovani del quartiere palermitano Borgo Nuovo, accusati di una serie di reati predatori.

La presunzione di innocenza

Si precisa che i due ragazzi sono al momento solo indagati. La loro responsabilità penale potrà essere accertata esclusivamente in seguito a un’eventuale sentenza definitiva di condanna, nel rispetto del principio di presunzione di innocenza.

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