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07.10.2019

Mafia, morto in circostanze poco chiare testimone chiave: disposta autopsia su 29enne nigeriano

di Redazione | 1 min di lettura
Mafia, morto in circostanze poco chiare testimone chiave: disposta autopsia su 29enne nigeriano

PALERMO Morto ieri mattina nell’ospedale Civico di Palermo, a causa probabilmente di una crisi ipoglicemica, il nigeriano di 29 anni Emeka Don, il primo testimone della mafia nigeriana nel capoluogo siciliano.

Il giovane, che era stato recluso da poco nel carcere Pagliarelli, a seguito dell’accusa nei suoi confronti da parte dei Viking,  banda nigeriana, durante il blitz “Disconnection zone“, avvenuto nel mese di luglio scorso, era stato aggredito, secondo le sue dichiarazioni effettuate tra il 2014 e il 2016, a Ballarò da alcuni membri del clan opposto Black Axe, il più pericoloso e potente gruppo mafioso nigeriano.

Le circostanze del decesso sarebbero poco chiare, tanto che la Dda (Direzione distrettuale antimafia) ne ha disposto l’autopsia: molti rappresentanti del circolo multiculturale Arci Ikenga, che si sono raccolti, infatti, in un presidio davanti alla sede della Squadra Mobile, hanno reclamato di conoscere la verità sui fatti, affermando che, essendo a conoscenza della volontà di alcuni individui presenti nel carcere di vedere il giovane morto per le sue testimonianze scomode, le cause del decesso sembrerebbero anomale.

Il 29enne, con la sua testimonianza scottante, aveva messo in luce la presenza dell’organizzazione mafiosa nigeriana a Palermo.

Immagine di repertorio

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