PALERMO – I consumatori credono di trovare sui banconi limoni siciliani invece acquistano spesso limoni tossici provenienti da Paesi terzi.
Dopo l’ultima allarmante notizia, cioè quella del recente sequestro a Siracusa di confezioni di limoni di origine estera trattati con l’imaxalil, sostanza chimica classificata come “cangerogeno probabile” e senza che nell’etichetta venisse riportato che la buccia non era edibile, il CODACONS proprio a tutela della salute dei consumatori continua la battaglia legale e lancia un appello ai Nas, ai Ministeri della salute e delle Politiche agricole e Procure della Repubblica siciliane.
La Sicilia è una regione nella quale l’agrumicoltura gioca un ruolo strategico per la sua economia, eppure, da anni si assiste a una vera e propria invasione di agrumi da paesi terzi. Quella che è stata sempre considerata come la terra degli agrumi, non sarebbe più la terra dei limoni.
L’allarmante dato è stato già più volte denunciato anche dagli agricoltori che hanno evidenziato la tragicità del comparto. Il CODACONS ricorda anche l’interrogazione alla Commissione Europea presentata qualche hanno fa dall’onorevole Giovanni La Via che ha denunciato la presenza di oltre 800 volte di bifenile, sostanza utilizzata nella sintesi di alcuni fitofarmaci, nei limoni importati dalla Turchia.
Ai Nas, al Ministro della Salute e al Ministro delle politiche agricole il CODACONS chiede di predisporre una immediata ispezione a tappeto volta a verificare quali limoni siano entrati e stiano entrando in Sicilia, procedendo al sequestro di quelli che risulteranno pericolosi, ma soprattutto ad attuare una politica volta a tutelare i prodotti della nostra terra e a garantire tutto il settore dell’agrumicoltura in primis siciliana e nazionale proteggendola dall’invasione di paesi terzi .
Alle Procure siciliane chiede di predisporre tutti i controlli necessari per accertare se possano evidenziarsi responsabilità e fattispecie penalmente rilevanti a carico di tutti coloro che, soggetti pubblici e /o privati, addetti ad attività di controllo e vigilanza, dovessero risultare responsabili per il reato di rifiuto di atti d’ufficio e omesso controllo e vigilanza in materia di sicurezza alimentare.
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