Le mani della mafia nella gestione della festa di Madre Sant’Anna: coinvolto un neomelodico catanese

Le mani della mafia nella gestione della festa di Madre Sant’Anna: coinvolto un neomelodico catanese

PALERMO – Questa mattina, su delega dalla Procura Distrettuale Antimafia di Palermo, i carabinieri del Comando Provinciale hanno dato esecuzione all’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal G.I.P. del Tribunale di Palermo nei confronti di 14 indagati (1 in carcere, 11 ai domiciliari e 2
obblighi di presentazione alla Polizia giudiziaria), ritenuti a vario titolo responsabili dei delitti di concorso esterno in associazione mafiosa, traffico di sostanze stupefacenti, furti, ricettazione ed estorsioni consumate e tentate, tutti reati aggravati dal metodo mafioso e sfruttamento della prostituzione.

L’indagine costituisce un’ulteriore fase di un’articolata manovra sul mandamento mafioso di Porta Nuova e, in particolare, sulla famiglia mafiosa di Borgo Vecchio.


Operazione Resilienza 2, a Palermo 14 indagati nella famiglia mafiosa di Borgo Vecchio – LE INTERCETTAZIONI

La festa in onore di Madre Sant’Anna

Resilienza 2 ha inoltre documentato come la famiglia mafiosa di Borgo Vecchio abbia il pieno controllo del comitato organizzatore della festa svolta in onore della patrona del quartiereMadre Sant’Anna” nel mese di luglio di ogni anno, il cui culto risale al lontano 1555. A portare avanti la tradizione religiosa sono le famiglie del quartiere; infatti, i portatori della statua della Santa sono tutti nativi di Borgo Vecchio, tanto che molti, in segno di rispetto a Sant’Anna, hanno chiamato i propri figli Anna e Gioacchino, e molti altri si sono sposati il 26 luglio, giorno in cui si celebra l’onomastico della Santa protettrice.

Chi c’è dietro la gestione del “comitato” della festa

Sino a luglio 2015, il “comitato” era guidato dalla famiglia Tantillo e, in particolare, dai fratelli Domenico e Giuseppe Tantillo che, nel dicembre 2015, venivano arrestati nell’ambito dell’operazione “Panta Rei, poiché ritenuti i reggenti della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio.

In occasione della festa svolta dal 25 al 27 luglio 2019, le serate canore, animate da alcuni cantanti neomelodici, venivano organizzate da un comitato che, di fatto, era controllato da Cosa Nostra. I mafiosi, infatti, sceglievano e ingaggiavano i cantanti e, attraverso le cosiddette “riffe” settimanali, raccoglievano le somme di denaro tra i commercianti del quartiere. Tali somme venivano impiegate, oltre che per l’organizzazione della festa e l’ingaggio dei cantanti, anche per rimpinguare la cassa della famiglia mafiosa ed essere, in tal modo, utilizzate per il sostentamento dei carcerati e per la gestione di ulteriori traffici illeciti.

Le investigazioni consentivano, infatti, di documentare l’attivismo degli esponenti apicali della famiglia mafiosa di Borgo Vecchio, i quali, avendo il pieno controllo del comitato organizzatore della festa patronale:

  • decidevano quali cantanti neomelodici dovessero partecipare alla manifestazione;
  • provvedevano al loro ingaggio mediante il denaro ricavato dalle estorsioni, dalle “riffe” e dalle sponsorizzazioni dei gestori/titolari delle attività commerciali ubicate sul territorio;
  • autorizzavano i commercianti ambulanti a vendere i loro prodotti durante la festa, disciplinando anche la loro collocazione lungo le strade del rione.

Chi è Salvatore Buongiorno, l’agente dei neomelodici

Un ruolo di primo piano, funzionale alla realizzazione dei progetti dell’associazione mafiosa, è stato assunto da Salvatore Buongiorno, indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Buongiorno, infatti, nella veste di agente di numerosi cantanti neomelodici:

  • ha ricevuto disposizioni da Angelo Monti e Jari Massimiliano Ingarao per l’ingaggio dei cantanti neomelodici scelti dai predetti per le manifestazioni canore, attenendosi alle indicazioni dei mafiosi sui nominativi dei cantanti, sui rispettivi compensi e sul luogo ove allocare il palco delle manifestazioni;
  • ha avvicinato i gestori/titolari delle attività commerciali del quartiere Borgo Vecchio e del Corso Camillo Finocchiaro Aprile (già “Corso Olivuzza”), chiedendo loro di sponsorizzare le manifestazioni canore mediante la dazione di somme di denaro, ponendo in essere chiare condotte impositive;
  • ha ricevuto, dal canto suo, il vantaggio di lavorare nel settore in regime di monopolio all’interno della zona di riferimento del mandamento mafioso di Palermo Porta Nuova, poiché autorizzato dai relativi esponenti apicali mafiosi, quali Tommaso Lo Presti, i fratelli Gregorio e Tommaso Di Giovanni e Angelo Monti.

Le relazioni mafiose con un neomelodico catanese

In tale contesto risulta particolarmente significativa la vicenda inerente le relazioni dei mafiosi di Borgo Vecchio con un neomelodico catanese (legato da vincoli di parentela ad importanti esponenti
apicali di quella criminalità organizzata), in solidi rapporti con Jari Ingarao tanto da fargli visita presso la sua abitazione mentre questi era sottoposto alla misura degli arresti domiciliari.

Nello specifico, il cantante avrebbe dovuto esibirsi nel corso di una delle suddette serate, ma l’evento non si realizzava a causa di polemiche susseguenti alla messa in onda, il 5 giugno 2019, di un noto programma televisivo, nel corso del quale venivano espressi commenti “infelici” sul conto dei Giudici Falcone e Borsellino.

L’intera vicenda e alcune successive esternazioni di vicinanza ad esponenti della criminalità organizzata, provocava una serie di divieti di esibizione nei confronti del cantante, emessi dalle competenti autorità.